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Svizzera
Torna la rabbia: malattia mortale alle porte della Svizzera
Redazione
16 anni fa
Berna pronta ad intervenire nel caso in cui la malattia si ripresenti.

In Svizzera la rabbia risulta ufficialmente sradicata dal 1999, tuttavia questa malattia mortale per l'essere umano e gli animali batte nuovamente alle porta del paese. I casi di animali infetti, soprattutto volpi, sono in aumento nel nord dell'Italia.Nel 2008 nella vicina penisola sono stati censiti nove casi di rabbia; un anno dopo gli animali ritrovati morti erano 69 e per l'anno in corso la malattia ha già colpito 180 volte fino a metà maggio, indica l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che compie un monitoraggio della situazione in Italia.Le regioni colpite sono il Friuli, il Veneto e il Trentino. Tra gli animali, quelli maggiormente raggiunti dal virus - che si pensa provenga dall'Europa dell'Est - sono stati volpi e gatti, ma anche cavalli."La situazione è preoccupante", ha dichiarato all'ATS Cathy Maret, portavoce dell'Ufficio federale di veterinaria, il quale tuttavia non si sbilancia nel dire se la malattia possa effettivamente raggiungere la Svizzera.L'Italia è corsa ai ripari, predisponendo centinaia di migliaia di bocconcini contenenti il vaccino; nel Trentino si è proceduto a far vaccinare tutti i cani. Anche l'Austria si è mossa, paracadutando alla frontiera con l'Italia numerosi bocconcini. E' stato proprio con questo sistema che la Svizzera negli anni '90 è riuscita a sradicare la rabbia e dalla fine della Seconda guerra mondiale si contano soltanto 3 decessi, tutti avvenuti nel 1977.Le autorità elvetiche, ad ogni buon conto, sono in stretto contatto con quelle italiane: qualora la rabbia dovesse avvicinarsi oltremodo, Berna sarebbe pronta a disseminare nei boschi e nelle regioni a rischio i bocconcini con il vaccino. Intanto le autorità sanitarie ricordano a chi si reca all'estero con cani e gatti che la vaccinazione è obbligatoria.ATS

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