
L'attivista 87enne Louise Schneider torna a far parlare di sé: un anno dopo aver protestato contro le armi imbrattando con una bomboletta i pannelli protettivi della Banca nazionale svizzera a Berna, l'anziana ha nuovamente dimostrato oggi nello stesso luogo. Questa volta senza spray, l'anziana attivista portava un cartellone contro gli affari legati a materiale bellico realizzati dalla Svizzera all'estero. "Mamme, nonne, bisnonne urlatelo forte: pane invece di armi per tutti i bambini". Con le lacrime agli occhi l'87enne pacifista ha ricordato le sofferenze della popolazione che si trova nelle regioni di conflitto. Anche la Svizzera investe nelle guerre. Schneider e un gruppo di altre donne anziane che si sono unite a lei hanno fatto campagna davanti a Palazzo federale per l'iniziativa popolare 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico'. Il testo - proposto dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e sostenuto dai giovani Verdi, da altri partiti rosso-verdi e da diverse organizzazioni - vuole impedire a Banca nazionale svizzera (BNS), fondazioni e casse pensioni di investire nelle industrie dell'armamento.
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