
Il contingentamento lattiero, abolito solo una anno fa, potrebbe essere reintrodotto. Il Consiglio nazionale, con 104 voti contro 60 e 20 astenuti, ha infatti accolto una mozione che chiede l'introduzione di un modello di regolazione dei quantitativi su richiesta del Produttori Svizzeri di Latte (PSL). Il testo presentato da Andreas Aebi (UDC(BE) chiede che siano unicamente i produttori a fissare i quantitativi in base alla domanda. Le aziende che producono eccedenze dovrebbero pagare una tassa di 30 centesimi per chilo in sovrappiù. Attualmente è l'Interprofessione latte che fissa le quantità, ma le sue decisioni devono essere approvate anche da commercianti e trasformatori che non hanno nessun interesse a ridurre le quantità e far aumentare così il prezzo del latte, sostiene il testo di Aebi. Per il Consiglio federale questa proposta equivale a un contingentamento lattiero a livello di diritto privato con sostegno statale totalmente all'opposto della liberalizzazione introdotta. La ministra dell'economia Doris Leuthard ha tentato invano di convincere la Camera del popolo a respinge la mozione. Il settore lattiero non è stato capace di gestire la liberalizzazione del mercato e ora con questa nuova proposta i produttori che hanno rispettato le regole, e i più innovativi, verrebbero penalizzati. "Ma vedo che quasi nessuno mi ascolta", ha detto la presidente della Confederazione ai consiglieri nazionali. I produttori si sono mobilitati da tempo a favore della mozione che è stata firmata da 126 consiglieri nazionali di tutti i partiti. ATS
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