
“Invalidità”, “grande invalidità”, “andicappato”, “malformazione”. Questi sono alcuni termini, contenuti nella Legge federale sull’assicurazione invalidità (LAI), che a dipendenza delle lingue hanno connotazioni problematiche, perché possono risultare sminuenti o ambigui. Per questo, il Consiglio federale ha adottato oggi un rapporto sul tema e ritiene opportuno rivedere alcune terminologie, ma cambiare la legge solo per questo costerebbe troppo, perciò ha escluso un’ampia revisione legislativa.
“Termini di facile comprensione”
“I nuovi termini dovrebbero escludere qualsiasi equivoco rispetto alle prestazioni già esistenti, essere di facile comprensione e non comportare modifiche materiali; inoltre, per ciascuna delle lingue ufficiali interessate andrebbe trovata una soluzione che apporti un indubbio miglioramento rispetto alla situazione attuale, tenendo presente che, a seconda dell’area linguistica, la percezione dei singoli termini può essere diversa”, si legge in una nota del governo.
Troppo oneroso
Cambiare la LAI, però, avrebbe un costo eccessivo “non solo per la Confederazione, ma anche per i Cantoni e i Comuni, come pure per numerosi organi privati. Occorrerebbe infatti adeguare non solo innumerevoli leggi e ordinanze, ma anche un’enorme quantità di altri testi ufficiali e di altro genere. La sostituzione del termine «invalidità» e di altri termini richiederebbe inoltre una modifica della Costituzione federale, il che presuppone una votazione popolare. Andrebbero anche adeguate diverse convenzioni internazionali di sicurezza sociale, previo consenso degli Stati contraenti. I costi attesi sarebbero dunque notevoli, sebbene non sia possibile quantificarli precisamente”, si legge. Per questo il governo “si occuperà della questione di una modernizzazione linguistica della LAI nell’ambito di future revisioni di quest’ultima”.

