
La disoccupazione rimane la principale preoccupazione degli svizzeri: stando all'edizione 2013 del "barometro delle apprensioni" del Credit Suisse, l'urgenza del problema si è tuttavia "considerevolmente" ridotta. Oltre il 75% della popolazione si dice peraltro ottimista a proposito dell'evoluzione economica della Confederazione. Il sondaggio è stato realizzato per conto del Credit Suisse dall'istituto demoscopico gfs.bern, che nello scorso agosto ha intervistato mille aventi diritto di voto in tutto il paese. Gli interrogati dovevano indicare le cinque maggiori preoccupazioni su una lista di 34. Il 44% degli intervistati - contro il 49% nel 2012 e il 52% nel 2011 - hanno indicato la disoccupazione come timore principale. L'immigrazione e i problemi legati all'integrazione e alla libera circolazione sono il secondo motivo di apprensione, indicato dal 37% del campione. Seguono gli aspetti legati alla vecchiaia e alla previdenza (29%) e i richiedenti l'asilo (28%). Sempre stando al sondaggio, i problemi legati alla sicurezza rimangono "cruciali". La sicurezza personale (24%, contro il 21% nel 2012) e la garanzia della protezione sociale (21%, contro il 19%) hanno assunto più importanza. La situazione economica della Confederazione viene comunque valutata positivamente. Il 56% degli intervistati la considera buona o molto buona e il 90% ritiene che non c'è da temere un peggioramento nei prossimi anni. Il 53% degli svizzeri ritiene inoltre che l'economia è in grado di affrontare le sfide future. E il 63% dice di aver fiducia nella politica.
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