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Svizzera
Tidjane Thiam vittima di razzismo?
Filippo Suessli
6 anni fa
Un’inchiesta del New York Times ripercorre i cinque anni dell’ex Ceo di Credit Suisse e solleva il sospetto che la parabola del manager sia legata al colore della sua pelle.

Il titolo dell’inchiesta del New York Times dice già tutto: “Il breve mandato e la brusca cacciata dell’unico Ceo bancario nero”. Un lungo articolo in cui la giornalista Kate Kelly ripercorre i cinque anni di Tidjane Thiam alla testa di Credit Suisse e solleva più di un dubbio sulla capacità della Svizzera di accettare un nero alla testa della sua seconda banca più importante.

La festa

Avendo intervistato 11 colleghi di Thiam e 5 tra amici, famigliari, clienti e investitori, la giornalista è riuscita ad avere uno sguardo dietro le quinte raccogliendo episodi anche inattesi. Come nel novembre scorso, quando il presidente del CdA di Credit Suisse Urs Rohner ha organizzato la festa per i suoi 60 anni in stile anni ’70. Ecco che, tra le comparse chiamate ad animare la serata, un uomo di colore è stato chiamato a impersonare un inserviente. Scenetta che avrebbe spinto Thiam a lasciare la sala. Al suo ritorno, poi, alcuni ospiti che indossavano delle Afro Wig (parruccone ricce nere, tipiche delle chiome degli afro-americani dell’epoca), avrebbero completato lo sdegno.

Il terzo mondo

Ma questo sarebbe stato solo l’ultimo di molti episodi raccontati uno dopo l’altro nell’articolo del Nyt. Nel 2016, per esempio, un anziano azionista di Credit Suisse ha detto al manager: “La banca è chiamata Suisse – Credit Suisse”. E ha aggiunto: “L’ho sentito parlare di terzo mondo. È veramente ciò che vogliamo? Che una buona e solida banca svizzera precipiti al livello del terzo mondo?”. Poi è accaduto che per un volo tra Zurigo e Ginevra i doganieri chiedessero a Thiam il passaporto nonostante fosse un volo interno. Il quotidiano newyorkese elenca poi i casi in cui la stampa se l’è presa con lui. Dall’appellativo King Thiam, per il suo stile di vita lussuoso, mentre Credit Suisse stava ristrutturando e licenziando. Passando anche per i figli adolescenti, descritti come “tra gli unici utenti di colore dei tram zurighesi, i primi a cui viene chiesto il biglietto”

Usato e cacciato

Infine l’articolo si concentra sul fatto che il 58enne ivoriano abbia fatto il suo lavoro, risollevare le sorti di una banca che navigava in brutte acque. “Ha reso Credit Suisse nuovamente redditizia”, scrive il quotiiano, “ma non ha mai smesso di dover lottare per essere accettato e rispettato, sia nella banca che in Svizzera”. Lo stesso manager sarebbe convinto di essere stato usato come spesso fanno le grandi società, scegliendo una donna o il membro di una minoranza per uscire dai guai e poi cacciarli. Un amministratore delegato bianco, infine, secondo il New York Times avrebbe potuto superare anche lo Spygate (lo scandalo dei pedinamenti che ha sconvolto la banca e infine portato anche al cambio al vertice). A riprova di ciò il quotidiano porta esempi di Ceo bancari che hanno superato scandali peggiori.

Gli svizzeri

Della popolazione nell’articolo si parla poco. Si parla di chi lo fermava in Bahnhofstrasse per chiedere un selfie, dei commenti (questi palesemente razzisti) su alcuni siti zurighesi e del fatto che la ricchezza messa in mostra non piaccia agli abitanti della Confederazione. Abitudine, questa, poco perdonata al Ceo. L’articolo si chiude poi con una domanda della sorella di Thiam: “Sarei curiosa di sapere, se oggi avrebbero l’onestà di riconoscere che vedere un nero al vertice di una delle loro aziende più prestigiose era insopportabile”.

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