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Svizzera
"Ticino, non abbandonare EXPO!"
Redazione
12 anni fa
Burkhalter lancia l'appello e risponde alle domande dei Consiglieri nazionali Pantani, Quadri e Rusconi

Il Ticino non deve lasciar cadere Expo 2015, ma cercare una soluzione per la sua partecipazione che vada oltre la diffidenza reciproca e consideri invece la necessità di rafforzare i legami con un Paese vicino affine culturalmente. Questo il messaggio lanciato oggi dal consigliere federale Didier Burkhalter al Consiglio Nazionale, rispondendo a tre quesiti sui problemi di corruzione che affliggono l'Esposizione universale di Milano. Burkhalter si è detto fiducioso sul fatto che i tempi di realizzazione della manifestazione verranno rispettati.

Nelle loro domande, i consiglieri nazionali Roberta Pantani (Lega), Lorenzo Quadri (Lega) e Pierre Rusconi (UDC) chiedevano chiarimenti sulle recenti affermazioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, secondo cui l'intera manifestazione sarebbe anche potuta "saltare" a causa dei ritardi dovuti ai noti fatti di corruzione.

Altre domande vertevano su quanto Berna ha speso finora per il progetto, sul rispetto dei tempi, sulla tutela degli investimenti rossocrociati e su un possibile coinvolgimento del Padiglione svizzero nella vicenda di corruzione venuta alla luce di recente.

 Circa quest'ultimo aspetto, il ministro degli affari esteri ha sostenuto che il Padiglione elvetico non è coinvolto nelle indagini avviate dalla procura di Milano. A detta del presidente della Confederazione, la situazione viene monitorata sia a livello politico che economico dal consolato svizzero di Milano, dall'ambasciata a Roma e dalle autorità federali.

Per quanto attiene ai tempi, il consigliere federale neocastellano ha sostenuto che i lavori proseguono a ritmo sostenuto nonostante il contesto politico ed economico difficile che l'Italia sta attraversando il questo momento.

"Quindici Paesi partecipanti hanno già incominciato la costruzione del rispettivo padiglione e i lavori per la realizzazione di quello svizzero dovrebbero incominciare a inizio luglio", ha rassicurato il presidente della Confederazione. Burkhalter si è detto fiducioso sul fatto che la manifestazione sarà pronta per l'inizio di maggio dell'anno prossimo, ossia nei tempi previsti. Il consigliere federale ha citato gli ultimi provvedimenti adottati dal governo di Roma a rafforzamento della governance e della lotta alla corruzione, come anche il fatto che determinati appalti pubblici potranno essere aggiudicati con procedura accelerata. "Queste misure sono appropriate e dovrebbero permettere di terminare i lavori nei tempi previsti tenendo lontane le infiltrazioni della criminalità", ha dichiarato il presidente della Confederazione.

In merito alle spese sostenute finora, Burkhalter ha parlato di una cifra di 4,268 milioni di franchi su un credito di 23,1 milioni da parte della Confederazione.

Per quanto attiene ai contratti, Burkhalter ha precisato che tali impegni contengono clausole che permettono di modificare o annullare un progetto.

Rispondendo a un quesito di Rusconi se non fosse il caso di dar prova di maggiore diffidenza nei confronti dell'Italia a causa delle troppe promesse disattese (vedi per esempio la vicenda Stabio-Arcisate citata dal Ticinese), Burkhalter ha risposto che non si costruisce una relazione sulla diffidenza, bensì sui fatti."Da parte nostra - ha sottolineato il consigliere federale PLR - ci siamo assunti un impegno per Expo 2015, dimostrando la nostra volontà di rafforzare le relazioni reciproche". Per Burkhalter, Expo 2015 rappresenta un'opportunità, come dimostra il vivo successo di pubblico - 79 mila spettatori citati dal ministro degli esteri - raccolto a Milano dal "Giro del gusto" organizzato dalla Svizzera, manifestazione che fa da apripista a Expo 2015.

Per questi motivi, è importante secondo il presidente della Confederazione che il Ticino faccia la propria parte, in nome anche delle affinità culturali che lo legano al Paese vicino.

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