
Un'ottantina di parlamentari di tutte le forze politiche di entrambe le camere stamane portavano sul petto una rosa bianca in segno di solidarietà con le vittime della repressione cinese in piazza Tiananmen avvenuta esattamente 20 anni fa. Da parte sua il Dalai Lama parla di speranza per il futuro. I deputati, tra cui la presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi, hanno così voluto denunciare la violenza del governo cinese durante il movimento di aspirazione democratica, scrive oggi in una nota l'organizzazione Amnesty International (AI). Alle famiglie delle vittime è tuttora vietato ricordare pubblicamente i loro morti. Nel primo pomeriggio i parlamentari hanno firmato sulla Piazza federale una cartolina gigante di AI, indirizzata all'ambasciata cinese, in cui si denuncia l'assenza di indagini sull'accaduto e il fatto che i difensori dei diritti dell'uomo che ne hanno fatto richiesta, negli ultimi giorni sono stati arrestati o hanno subito intimidazioni. Stando a varie organizzazioni non governative, tra 20 e 100 persone oggi sarebbero ancora imprigionate in seguito alle manifestazioni per la democrazia del 1989. Da parte sua, il Dalai Lama, nel suo messaggio in occasione del ventesimo anniversario del movimento dei giovani studenti, ha affermato che i giovani cinesi impegnati nelle manifestazioni di piazza Tiananmen non erano "né anticomunisti né anti socialisti, ma parlavano solo in difesa dei diritti costituzionali del popolo cinese, in favore della democrazia, contro la corruzione". Il capo dei tibetani in esilio ricorda anche come la prossima ricorrenza dei 60 anni della repubblica cinese "rappresenti una grande opportunità per rivedere gli eventi del 4 giugno 1989". Per il Dalai Lama la Cina è cambiata molto dal 1989, diventando una superpotenza economica mondiale. E questo, per il Dalai "aumenta la mia speranza che i leader cinesi abbiano il coraggio e la lungimiranza di abbracciare principi veramente egalitari e perseguire una politica di maggiore tolleranza su visioni diverse. Una politica di apertura e realismo - conclude il Dalai Lama - può portare ad una grande armonia all'interno della Cina e a rafforzare la posizione internazionale di una vera grande nazione" ATS
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