
Dick Marty lascia la politica federale. Il consigliere agli Stati ticinese ha infatti deciso di non ricandidarsi dopo aver trascorso quattro legislature a Berna. La notizia, annunciata ieri sera nel corso del comitato della sezione ticinese PLR a Sant'Antonino dal presidente Walter Gianora, è stata confermata oggi all'ATS dalla segreteria del partito. Per potersi ricandidare, riferisce la RSI, Marty avrebbe dovuto chiedere una deroga al partito. Gli statuti del PLR ticinese prevedono infatti un massimo di quattro legislature. Ha invece chiesto e ottenuto la deroga il presidente del PLR nazionale Fulvio Pelli. La carriera di Marty, classe 1945, iniziò nel 1975 quando divenne sostituto e poi Procuratore pubblico del canton Ticino. Nel 1989 fu eletto in Consiglio di Stato e nel 1992 divenne presidente del governo. Dal 1995 è consigliere agli Stati dove è attivo in diverse commissioni. Tra il 1999 e il 2001 è presidente della Commissione degli affari giuridici, dal 2007 al 2009 presidente della Commissione di politica estera e dal 2010 presidente della Commissione dell'economia e dei tributi. Oltre ad essere senatore a Berna, Marty è dal 1998 membro dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Nel 2005 è stato nominato relatore del Consiglio d'Europa per l'indagine sulle presunte prigioni segrete della CIA in Europa. Su queste indagini sono stati pubblicati da Marty due rapporti - dove vengono evidenziate violazioni delle norme sui diritti umani in diversi stati europei - approvati dall'Assemblea. Lo scorso mese di gennaio Marty ha presentato un rapporto al Consiglio d'Europa sul traffico di organi avvenuto in Albania e Kosovo alla fine degli anni novanta ai danni di prigionieri serbi e albanesi. In questa vicenda sarebbe coinvolto in prima persona l'attuale premier kosovaro Hashim Thaci, all'epoca leader degli indipendentisti albanesi dell'Uck. ATS
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