
Il futuro presidente della direzione di Credit Suisse Thomas Gottstein non si considera un Ceo di transizione: "voglio avere successo con i miei colleghi e il resto verrà da sé", afferma in un'intervista alla Reuters.
"Quello che desidero fare, insieme ai miei colleghi della direzione generale, è condurre Credit Suisse nella prossima fase di crescita", afferma Gottstein, che attualmente è responsabile dell'unità elvetica della banca.
Il manager, che entrerà in carica fra una settimana, assicura che manterrà la disciplina dei costi, dopo che l'attuale Ceo Tidjane Thiam ha brillato in questo campo. "Allo stesso tempo, credo che siamo nella posizione migliore degli ultimi anni per raggiungere una crescita significativa del bilancio". Gottstein vede le maggiori opportunità di crescita soprattutto nei paesi asiatici emergenti, ma a suo avviso margini di progressioni vi sono anche in altri nuovi paesi, come pure in mercati maturi come la Svizzera e l'Europa occidentale.
Il 55enne non ha intenzione di apportare modifiche sostanziali né alla strategia esistente, né alla composizione della direzione. "Ciascuno dei dieci membri mi ha assicurato personalmente che mi sosterrà pienamente e che rimarrà con me".
Riguardo alla vicenda dai pedinamenti di top manager, Gottstein ha ammesso che ha portato a una "sensazione di incertezza". "Ma credo che ormai sia acqua passata". E ancora: "Non credo che abbiamo un problema di cultura aziendale. Ma ci sono alcune cose che abbiamo imparato da quell'episodio, sono stati commessi degli errori". I pedinamenti non dovrebbero far parte degli strumenti della banca, ha concluso.
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