
Il Tribunale federale (TF) ha modificato la propria giurisprudenza per l'ottenimento di una rendita AI nel caso di turbe psichiche. La sua decisione comporta in particolare conseguenze per l'attribuzione di rendite invalidità nei casi di depressione leggera e media. Nel 2015, la Corte suprema aveva riveduto la giurisprudenza in materia di concessione di rendite d'invalidità alle persone affette da disturbi psicosomatici o somatoformi dolorosi. Da allora, la decisione relativa alla rendita dev'essere resa al termine di una procedura di accertamento dei fatti, che riposa concretamente sulla valutazione delle capacità funzionali della singola persona, presa nel suo insieme. In quest'ambito, gli elementi che sono presi in considerazione sono in particolare le costatazioni e i sintomi, le terapie applicate e i loro effetti, gli sforzi di riadattamento professionale, la presenza di altre malattie concomitanti, la personalità e la sfera sociale dell'individuo che sollecita una rendita. Incombe inoltre all'assicurato dimostrare tutti gli elementi che rientrano nella valutazione. Con due sentenze pubblicate oggi, il TF ritiene opportuno applicare tale procedura di accertamento a tutte le turbe psichiche, in particolare alle depressioni leggere e medie. In una nota, i giudici federali sottolineano che è difficile dimostrare questi disturbi sulla base di criteri obiettivi. Determinanti al riguardo sono gli effetti degli elementi in questione sulle capacità funzionali dell'assicurato. Finora, la giurisprudenza considerava che le depressioni leggere a medie erano invalidanti soltanto se era possibile dimostrare che sono "resistenti alla terapia". Ormai, scrive il TF, la questione determinante è di sapere se la persona può fornire la prova di un'incapacità di lavoro e di guadagno invalidante. Sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017
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