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Svizzera
TF: "Il Comune mantenga tutti, anche i pigri"
Redazione
14 anni fa
Un Comune aveva interrotto il versamento dell'assistenza a un giovane che non collaborava. Il Tribunale federale: "Non si può"

Giovani che beneficiano dell'assistenza sociale, ma che non collaborano e non vogliono lavorare. Un fenomeno di cui ha parlato il Sonntagsblick di ieri, presentando l'esempio di un 23enne argoviese, senza istruzione e senza lavoro, che dall'età di 18 anni vive grazie all'aiuto sociale. Il 23enne non vuole collaborare con le autorità, non partecipa ai colloqui, rifiuta sistematicamente tutti gli impieghi che gli vengono proposti e non ritira le raccomandate che gli vengono inviate. Nel novembre 2011 il suo Comune, Berikon nel canton Argovia, gli ha sospeso il versamento dell'assistenza. E lì il 23enne ha dato segni di vita, presentando un ricorso al Tribunale federale. I giudici di Mon Repos gli hanno dato ragione, sostenendo che un Comune non può interrompere i versamenti e chiedendo infine che il ricorrente venisse risarcito dei mesi di assistenza non percepiti. Quello del 23enne non è affatto un caso singolo. "Dai 1000 ai 2000 beneficiari di assistenza sono giovani renitenti" ha spiegato Walter Schmid, il presidente della Conferenza svizzera delle istituzioni di aiuto sociale. "Sono indisciplinati e non danno seguito alle richieste dell'assistenza. Ricevono i soldi e basta." Nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni, è circa del 4% la percentuale di coloro che beneficiano dell'assistenza. I "pigri" sono una minoranza, con la quale però bisogna convivere. "Anche chi non coopera ha diritto a un sostentamento" ha detto ancora Schmid. "Come succede per i richiedenti l'asilo, che vengono aiutati anche se non si comportano correttamente." Le autorità possono ridurre l'aiuto sociale ai beneficiari renitenti, ma al massimo nell misura del 15%. Per molti non è sufficiente a spronarli a darsi da fare. "A chi non collabora, devono essere tagliate del tutto le prestazioni sociali" ha tuonato la consigliera nazionale argoviese Ruth Humbel. "Bisogna agire, soprattutto con i giovani. Perché altrimenti dovremo mantenerli a vita."

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