
L'Ufficio scolastico cantonale e il Consiglio di Stato zurighesi hanno a giusta ragione rifiutato l'autorizzazione ad aprire un giardino d'infanzia islamico a Volketswil (ZH). Dopo la giustizia zurighese anche il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso dell'associazione "al Huda", promotrice del progetto. Una scuola privata deve garantire che gli allievi non siano sottoposti ad alcun influsso pedagogico e di "visione del mondo" sostanzialmente contrari agli obiettivi della scuola pubblica, aveva affermato nel luglio del 2015 il Tribunale amministrativo di Zurigo. Il progetto di "al Huda" non distingue a sufficienza tra "insegnamento profano" e religioso, aggiungeva la corte, secondo la quale sussiste dunque il "considerevole pericolo" che ai bambini vengano impartiti primariamente contenuti religiosi, per di più poco moderati vista la vicinanza di "al Huda" al Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS/IZRS), organizzazione assai controversa per le sue posizione integraliste. Il TF ha confermato su tutta la linea la decisione della giustizia zurighese. Secondo i giudici losannesi, una scuola privata deve offrire la garanzia che gli allievi non siano sottoposti a influenze pedagogiche o filosofiche fondamentalmente contrarie agli scopi della scuola pubblica. Di conseguenza, il rifiuto delle autorità zurighesi di concedere l'autorizzazione al progetto non viola la libertà di coscienza e di credenza. In quello che sarebbe stato il primo giardino d'infanzia islamico in Svizzera due maestre d'asilo, ciascuna con un posto di lavoro al 60%, avrebbero dovuto occuparsi di 15-20 bambini. Esse sarebbero state affiancate, con un posto di lavoro al 20% ciascuna, da una insegnante di arabo e una di Corano.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

