
Un adolescente svittese afflitto da disturbi della percezione sarà costretto a frequentare la scuola pubblica: il Tribunale federale (TF) ha confermato la decisione delle autorità locali, che avevano negato al ragazzo la possibilità di essere trasferito in una scuola specializzata.Premettendo che la scolarizzazione dei bambini disabili è di competenza cantonale, la Corte suprema rileva che a Svitto - per motivi economici e d'integrazione - i bambini afflitti da handicap devono frequentare nella misura del possibile la scuola pubblica.La preferenza data a questa soluzione rispetto ad una scolarizzazione separata - rileva il TF - figura anche nella Costituzione federale e nella legge sulla parità dei disabili.L'integrazione nella scuola pubblica, accompagnata da misure adeguate, consente di soddisfare gli obiettivi della legge, ossia permettere a queste persone di partecipare alla vita sociale, intrattenere contatti sociali, intraprendere una formazione e svolgere un'attività professionale.Il fatto che un istituto specializzato possa presentare determinati vantaggi non è decisivo. I mezzi finanziari a disposizione dello Stato - sottolineano i giudici - sono limitati e devono essere suddivisi in modo equo. Per questo motivo i bambini - compresi i disabili - hanno diritto ad un insegnamento sufficiente e non ottimale o ideale.È legittimo prevedere un investimento scolastico più importante per i bambini disabili - prosegue la Corte - ma ciò non significa che debba essere messo a loro disposizione un programma scolastico individualizzato. L'adolescente in questione, d'altronde, se la cava piuttosto bene a scuola, seppure al prezzo di grossi sforzi. Questa sorte, tuttavia, tocca anche a numerosi bambini non afflitti da disabilità, conclude il TF.ATS
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