
Gli accordi fiscali con la Gran Bretagna e l'Austria potranno entrare in vigore il primo gennaio 2013: il Tribunale federale (TF) ha rifiutato una domanda di misure cautelative presentata da un cittadino, che auspicava il loro rinvio. La Corte suprema ritiene di non essere competente in materia. Il 30 ottobre 2012, la Cancelleria federale ha dichiarato non riusciti i referendum contro gli accordi fiscali conclusi con Germania, Gran Bretagna e Austria, per i quali non erano state riunite le 50'000 firme necessarie. Contro la decisione della Cancelleria federale, l'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) e il suo presidente, il consigliere nazionale Pirmin Schwander, hanno inoltrato ricorso presso il TF. Si è rivolto a Losanna anche un cittadino: nel suo ricorso, egli contestava le decisioni della Cancelleria federale e chiedeva il rinvio dell'entrata in vigore degli accordi. La Corte suprema indica oggi di aver rifiutato di ordinare un simile provvedimento cautelativo. Il Tribunale federale - spiega - può esprimersi unicamente sulle decisioni della Cancelleria federale ma non sull'entrata in vigore degli accordi, una responsabilità politica che appartiene esclusivamente al Consiglio federale. Il procedimento davanti ai giudici di Losanna proseguirà ora con l'esame di fondo della questione. In quest'ambito, la Cancelleria federale e i ricorrenti "avranno la possibilità di prendere posizione", conclude il TF nel suo comunicato. ATS
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