
I giornalisti devono poter consultare documenti ufficiali senza dover pagare tasse o eventualmente versando solo un contributo ridotto. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha accolto un ricorso del periodico per i consumatori "K-Tipp". Nell'ambito di un'indagine sulle etichette energia degli apparecchi elettrici, un cronista della testata svizzerotedesca aveva chiesto informazioni all'Ufficio federale dell'energia (UFE). Non soddisfatto dalle risposte ricevute aveva presentato una domanda di consultare documenti rilevanti, basandosi sulla legge sulla trasparenza (LTras). L'UFE aveva fornito l'accesso agli atti, fatturando però 250 franchi. "K-Tipp" aveva impugnato questo balzello, ottenendo però torto nel novembre scorso dal Tribunale amministrativo federale. I giudici di Losanna hanno ora ribaltato la decisione, stabilendo che "i diritti fondamentali della libertà di stampa e d'informazione sono più importanti dell'interesse a una gestione razionale dell'amministrazione". La LTras impone al Consiglio federale di tenere conto dei particolari interessi dei media nell'applicazione della legge. L'esecutivo non ha esplicitamente previsto un'esenzione dai costi di consultazione. Ma per il TF è peraltro da considerare che i media accedono regolarmente a documenti dell'autorità: un accumulo di tasse avrebbe quindi per alcuni media lo stesso effetto di una limitazione all'accesso. Il Consiglio federale dovrebbe perciò chiarificare la questione, esentando i giornalisti o prevedendo tasse inferiori. Nel caso concreto il dossier è stato rimandato all'UFE, che dovrà prendere una nuova decisione: il tema sollevato da "K-Tipp" è di interesse pubblico e l'ufficio federale deve quindi fornire accesso alle informazioni gratis o a un prezzo moderato. ATS
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