
Quello che finora non si immaginava era soprattutto il gran numero di persone coinvolte dai test clinici di farmaci non omologati effettuati presso la clinica Münsterlingen tra il 1950 al 1980. Il canton Turgovia ha perciò incaricato un gruppo di storici di far luce sulle pratiche mediche portate avanti all’epoca. I lavori di ricerca hanno avuto inizio lo scorso aprile e non si concluderanno prima del 2018.
Al centro delle indagini gli archivi personali del Dr. Roland Kuhn, deceduto nel 2005, il cui nome era già noto nell’ambiente della psichiatria per essere stato un pioniere nello sviluppo dei primi antidepressivi, che per decenni avrebbe testato sui suoi pazienti nella clinica di Münsterlingen. Si parla al momento di almeno 1600 persone coinvolte; starà ai ricercatori stabilire se si trattasse di volontari oppure no.
“Si tratta di materiale molto ricco di informazioni” - spiega la responsabile delle ricerche Marietta Meier - “Roland Kuhn ha conservato tutte le lettere, i manoscritti dei suoi saggi, delle sue pubblicazioni e delle conferenze”. I ricercatori sperano di ottenere l’accesso agli archivi delle industrie farmaceutiche, anche se finora l’unica società ad aver aperto loro le porte è Novartis.
La clinica di Münsterlingen non sarebbe l’unica in Svizzera ad aver testato medicamenti non omologati sui pazienti. Sembra si trattasse infatti di una pratica piuttosto comune, con la differenza che oggi questa è fortemente regolamentata.
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