
Da ieri è partito il test all’aeroporto di Milano Malpensa per tutti i viaggiatori che rientrano da Spagna, Grecia, Malta e Croazia. Paesi, quest’ultimi, considerati a rischio dall’Italia. I colleghi di Teleticino si sono recati sul posto per fare il punto sulla prima giornata di tamponi.
Le regole
Il test per il Covid-19 lo fa solo chi è residente o domiciliato in Lombardia, chi risiede almeno per 4 giorni nella regione e per gli stranieri. Così spiegano gli addetti ai lavori ai viaggiatori di rientro da Paesi a rischio.
Come funziona
Gli aerei a Malpensa non arrivano in maniera scaglionata e per questo motivo le code che si formano sono lunghissime. Attualmente i punti di prelievo sono 8 ma l’intenzione è quella di aumentarli a 20, creando anche uno spazio esterno per evitare gli assembramenti di persone. A spiegare le procedure ai microfoni di Teleticino è Giuseppe Catanoso, direttore sanitario ATS Insubria. “Il singolo tampone ci si impiega due minuti a farlo, ma la fase di attesa è di circa un’ora, se non di più. Questo è inevitabile ma dobbiamo considerare il vantaggio”, ha sottolineato Catanoso.
I ticinesi? “Farei comunque il tampone al rientro a casa”
L’aeroporto di Malpensa è utilizzato dai cittadini svizzeri e soprattutto dai ticinesi. Ma cosa cambia? “Se il cittadino non si ferma per almeno quattro giorni sul territorio lombardo non potrà effettuare il tampone all’aeroporto. Per questo motivo è bene tornare a casa e valutare (a dipendenza della lista dei Paesi a rischio) se effettuare o meno la quarantena”. Ma Catanoso aggiunge: “Al rientro farei il tampone in ogni caso”.
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