
Nella lotta al terrorismo il passaggio di informazioni tra un cantone e l’altro rappresenta una problema. È quanto sottolinea Mark Burkhard, nuovo presidente della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS), secondo cui il nocciolo della questione sta nei sistemi informatici, che non consentono lo scambio automatico di dati.
I contatti con l’estero funzionano bene, ne è una prova il recente attentato di Vienna
La comunicazione con le autorità straniere invece funziona bene, rileva Burkhard, eletto a capo della CCPCS a inizio novembre, in un’intervista concessa all’edizione odierna della “bz Basel”. Ad esempio, nel caso del recente attentato di Vienna, l’Ufficio federale di polizia (fedpol) ha stabilito molto rapidamente contatti con le agenzie estere. Fedpol ha potuto chiarire con i cantoni se il terrorista fosse conosciuto e se ci fossero persone che avevano avuto contatti con lui. Tuttavia, lamenta Burkhard, uno scambio automatizzato non è possibile. In poche parole, ciò significa che non si può semplicemente verificare se un soggetto è noto alla polizia, ma bisogna rivolgersi ai singoli corpi.
Si lavora per creare una base giuridica
Al momento si sta tentando di creare una base giuridica per sbloccare lo scambio automatizzato di informazioni, precisa Burkhard, di formazione ingegnere informatico ed economista. Questo strumento sarebbe “molto importante, soprattutto nel caso di reati gravi”. Il numero uno della CCPCS cita un esempio concreto: se un agente controlla un individuo per strada, è fondamentale sapere se esso è già noto alle forze dell’ordine. È possibile che sia in corso una procedura contro questa persona, ma il poliziotto, allo stato attuale delle cose, non può saperlo.
Aumentato il rischio di attentati terroristici in Svizzera
Burkhard sottolinea inoltre come il rischio di attentati terroristici in Svizzera sia aumentato, pur se il Paese non è al centro dell’attenzione dei fondamentalisti islamici. Un attacco simile a quello di Vienna è uno scenario assolutamente immaginabile anche nelle città elvetiche, mette in guardia. La polizia sta attentamente monitorando e valutando la situazione nella Confederazione. Potrebbero quindi esserci adeguamenti alle misure di sicurezza dei singoli Cantoni, ad esempio in occasione dei mercatini di Natale.
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