
In un periodo in cui l'Europa è confrontata con una crescente minaccia del terrorismo, la necessità di collaborare e scambiarsi informazioni tra le autorità dei diversi paesi appare più che mai necessaria.
Non è ciò che sembra invece accadere tra le autorità francesi e quelle del canton Ginevra. Come riferisce la Tribune de Genève, da due mesi le autorità transalpine si rifiutano di inviare informazioni concernenti residenti e ex-residenti francesi che lavorano presso posizioni "sensibili" dal punto di vista della sicurezza. Ciò colpisce in particolar modo l'aeroporto di Cointrin dove circa 200 persone sono in attesa di un'autorizzazione del Cantone per poter lavorare, creando incertezza e disguidi per le imprese attive all'interno dell'aeroporto che temono di non riuscire a gestire l'afflusso straordinario dell'alta stagione.
L'origine del problema non è ancora chiara. Si ipotizza che il blocco delle trasmissioni di informazioni sia una conseguenza del licenziamento di 35 persone impiegate presso l'aeroporto, licenziamenti avvenuti per motivi di sicurezza. Si tratta in maggioranza maschi sulla trentina, originari di Paesi musulmani, ma residenti in territorio francese. 9 delle persone licenziate hanno mosso mari e monti pur di conoscere il motivo del proprio licenziamento, arrivando fino al Tribunale amministrativo federale, senza successo. L'avvocato di parte dei ricorrenti avanza l'ipotesi secondo cui Parigi si rifiuta ora di trasmettere tali informazioni perchè Ginevra ne avrebbe fatto un uso "scorretto".
Nel frattempo il caso franco-ginevrino è arrivato fino ai piani alti del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia, che tenta di sbloccare la situazione. Stando al portavoce del DFGP, vi sarebbero stati scambi di vedute tra Simonetta Sommaruga e Bernard Cazeneuve, ministro francese dell'interno. Da parte francese, invece, non è giunta alcuna risposta alle domande dei giornalisti.
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