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Svizzera
Terrorismo: Dick Marty presenta a CE rapporto liste nere ONU
Redazione
19 anni fa

Nelle cosiddette "liste nere" dell'ONU, che raccolgono i nominativi di persone e società sospettate di sostegno al terrorismo, figurano anche cittadini innocenti: per questo motivo tali elenchi violano i più elementari diritti umani. Lo sostiene il relatore al Consiglio d'Europa Dick Marty in un rapporto che verrà presentato domani a Parigi e le cui anticipazioni sono pubblicate sul sito internet dell'istituzione. Il consigliere agli Stati ticinese e parlamentare del Consiglio d'Europa illustrerà il suo documento alla Commissione Affari Legali e Diritti Umani dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. In seguito, alle 11.00, il ticinese terrà una conferenza stampa presso l'Ufficio del Consiglio d'Europa nella capitale francese. Secondo Marty, per una persona privata finita nel mirino della CIA sulla base di "sospetti vaghi" l'inserimento nelle "liste nere" significa nientemeno che una "condanna a morte civile". "È scandaloso e non giustificabile in uno stato di diritto" che tali persone non vengano informate di essere state inserite negli elenchi e non vengano loro neppure indicati i motivi. Inoltre - scrive il ticinese nel memorandum introduttivo al rapporto - una volta finiti negli elenchi è praticamente impossibile uscirne: il nome può venir stralciato solo se il paese di origine della persona inoltra una richiesta formale all'ONU e se il comitato responsabile accoglie tale richiesta all'unanimità. Secondo Marty, i procedimenti adottati dal Comitato delle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU costituiscono "uno scandalo nascosto sotto il mantello della lotta al terrorismo". Sono infatti innumerevoli le ingiustizie gravi ai danni di singole persone, nei confronti dei quali non vi è alcun indizio di aver svolto attività penalmente perseguibili. Non è chiaro quanti siano gli innocenti a figurare nelle liste, che comprendono diverse migliaia di sospettati. Le indagini del ticinese, avviate circa un anno fa, hanno già raccolto i primi successi: stando a indicazioni del Consiglio d'Europa, ora le persone vengono perlomeno informate per iscritto prima di venir inserite nelle "liste nere". ATS

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