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Sisma
Terremoti, la Svizzera si esercita con alcuni Paesi UE
© CdT / Archivio
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Ats
2 ore fa
Oggi alcune comparse sono state sepolte sotto cumuli di macerie a Epeisses - Dopo una ricognizione, sono intervenuti i soccorritori per ventilare le macerie, in modo da evitare la presenza di gas o altre sostanze tossiche e mettere in sicurezza il sito

La Svizzera e alcuni Paesi europei si stanno esercitando insieme per la prima volta nell'ambito del meccanismo di protezione civile dell'UE (UCPM). Ad essere simulato è un forte terremoto in Romandia. All'esercizio - che si svolge a Epeisses (GE), Ginevra e presso l'aerodromo militare di Payerne (VD) - prendono parte circa 500 persone, di cui circa la metà provenienti dai Paesi dell'Unione europea (UE) e dall'Armenia. Secondo lo scenario di quello che è stato denominato EU MODEX Switzerland 2026, i gravissimi danni causati dal sisma spingono la Svizzera a ricorrere al meccanismo dell'UE previsto in casi di questo tipo. Berna aveva già ricorso all'UCPM molto rapidamente dopo l'incendio che lo scorso gennaio a Crans-Montana (VS) ha causato 41 morti e 115 feriti. Il sostegno aveva permesso di prestare assistenza ai pazienti in diversi Paesi

Come si è svolto

Oggi alcune comparse sono state sepolte sotto cumuli di macerie a Epeisses. «Ciò che conta è verificare l'interoperabilità tra le squadre provenienti da diversi Paesi», ha precisato a Keystone-ATS il portavoce dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) Philippe Boeglin. È necessario «parlare lo stesso linguaggio tecnico» per evitare di perdere tempo, ha aggiunto il comandante della protezione civile vodese François Fleuti. Dopo una ricognizione effettuata con l'ausilio di strumenti tecnologici e cani, sono intervenuti i soccorritori per ventilare le macerie in modo da evitare la presenza di gas o altre sostanze tossiche e mettere in sicurezza il sito.

Svizzera coordinatrice

L'esercitazione si svolge in condizioni reali. «Si cerca innanzitutto di gestire la catastrofe con le forze nazionali e, quando ciò non è possibile, si può chiedere aiuto ai Paesi stranieri», ha aggiunto il portavoce dell'UFPP. La Svizzera ha il compito di coordinare l'intero processo, dall'attraversamento del confine da parte delle squadre straniere fino al loro arrivo nelle zone di intervento e al loro ritorno. Per l'occasione sono stati mobilitati diversi uffici federali, i Cantoni, la protezione civile e l'esercito.