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Svizzera
Tensioni tra ministro tedesco e Merz
Redazione
17 anni fa
Merz: "Se intende incontrarmi, io sono pronto. Finora però non ho ricevuto nessuna chiamata"

Le recenti affermazioni del ministro tedesco della finanze Peer Steinbrück sembrano lasciare indifferente il presidente della Confederazione. "Non è rappresentativo di tutto il suo paese", ha detto Hans-Rudolf Merz in un'intervista alla "Sonntags-Blick".Se Steinbrück pensa di smuovere qualcosa con le sue osservazioni si sbaglia di grosso. "Se intende incontrarmi, io sono pronto. Finora però non ho ricevuto nessuna chiamata", ha detto Merz. "Se la Germania vuole qualcosa da noi, mi aspetto che lo faccia sapere".Merz ha detto inoltre che in caso di rinegoziazione dell'accordo di doppia imposizione con gli Stati Uniti la Svizzera intente chiedere una contropartita. "Nel Delaware si possono aprire conti bancari molto facilmente, il principio 'conosci i tuoi clienti' non vale". Questa pratica non risponde certo agli standard internazionali. "Possiamo esigere che anche gli USA rispettino questi standard. In caso contrario dovremmo riflettere in che modo attirare questi capitali legalmente".Su eventuali sanzioni, Merz è fiducioso: "in questo momento giungono segnali positivi dall'Ue. Lasciano persumere che il G-20 non includerà la Svizzera nella lista nera" dei paradisi fiscali.Neppure le proposte di legge a livello nazionale avanzate da Steinbrück per penalizzare i paradisi fiscali suscitano l'unanimità. Dopo che la Svizzera ha accettato di rispettare gli standard dell'OCSE, ci si chiede se una tale legge abbia senso, ha detto Otto Bernhardt, responsabile delle questioni finanziarie del gruppo parlamentare CDU/CSU, alla "NZZ am Sonntag". I presupposti di questa proposta sono sbagliati: la CDU/CSU si rifiuta di far planare un sospetto generalizzato su tutti gli imprenditori che commerciano con la Svizzera.È contraria anche allo scambio automatico di informazioni in caso di evasione fiscale. "La Germania non può imporla ad altri paesi, è una decisione loro".Quanto al paragone con gli indiani, che ha sembra aver indignato molti svizzeri, è stato accolto ancor peggio di nativi americani. "Il politico tedesco non ha propabilmente nessuna idea di quel che dice", ha affermato Don Watahomigie, capo degli Havasupai in Arizona, al settimanale "Sonntag". "Noi Havasupai non evadiamo le tasse, e non aiutiamo nessuno a farlo. Quello che ha detto il tedesco è un'offesa per tutti i nativi americani".ATS

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