
Oggi il Consiglio nazionale ha adottato l’iniziativa parlamentare Burkart "Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa". Un titolo "apparentemente innocuo, ma che cela un grave attacco alla legge sul lavoro", deplora il sindacato Unia. L’iniziativa "apre infatti la strada a giornate lavorative di 17 ore, periodi di riposo di sole 9 ore, interruzioni del periodo di riposo e lavoro domenicale non soggetto ad autorizzazione". Unia condanna questa decisione, "che mina le protezioni fondamentali a tutela dei lavoratori", e chiede alla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) di respingere in modo inequivocabile il progetto.
"Una definizione vaga"
Il progetto di legge "non è applicabile esclusivamente alle persone che lavorano da casa", aggiunge il sindacato. Bensì "interessa tutti coloro che hanno concordato con il loro datore (anche solo verbalmente) di svolgere una parte delle proprie mansioni al di fuori del luogo di lavoro". Questa definizione "volutamente vaga consentirebbe di sottoporre due o tre milioni di lavoratori di tutti i settori a un regime di protezione ridotto".
"Falsa narrativa"
Il Consiglio nazionale e il Consiglio federale sostengono che una maggiore flessibilità del telelavoro favorisca l’equilibrio tra lavoro e vita privata. "In realtà, è vero il contrario: estendendo l’orario possibile a 17 ore al giorno e riducendo il tempo di riposo a sole 9 ore, il progetto fa sì che i dipendenti debbano essere disponibili per i loro datori ancora più a lungo e abbiano sempre meno tempo da dedicare alla vita privata, al proprio benessere o al tempo libero". Il progetto di legge "non arretra neanche di fronte alla domenica e alla sua natura di giorno di riposo: mira a consentire l'attività domenicale senza autorizzazione sei volte all’anno". Il telelavoro, prosegue Unia, "viene strumentalizzato per spostare i limiti legali che proteggono dal sovraccarico lavorativo e dai problemi psicosociali e fisici".

