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Svizzera
Tasso riproduzione (R) ricavabile da acque reflue
Redazione
5 anni fa

Un gruppo interdisciplinare del Politecnico federale di Zurigo (ETH) ha mostrato che è possibile stimare il tasso di riproduzione del coronavirus, il “famoso” R, da analisi delle acque reflue. L’originalità del lavoro, non ancora pubblicato, risiede nel modello matematico sviluppato. I principali vantaggi del metodo sono la sua rapidità e la sua economicità. Dallo scoppio dell’epidemia di Covid-19, le autorità hanno adottato molte misure sanitarie tenendo conto in particolare di R - il valore, che indica quante persone in media vengono infettate da una persona contagiata, riflette la dinamica di trasmissione della malattia. Attualmente, il tasso di riproduzione del virus è stimato a partire da dati clinici: numero di casi positivi, di ricoveri e di decessi. Un team di scienziati sostenuti dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) ha evidenziato per la prima volta che è anche possibile stimare in modo affidabile il tasso di riproduzione del virus monitorando la sua presenza nelle acque reflue, indica un comunicato odierno dello stesso FNS. Lo studio, intitolato Wastewater-based estimation of the effective reproductive number of SARS-CoV-2, è in prepubblicazione sul server medRxiv. Non è quindi ancora stato sottoposto alla revisione degli esperti, tappa che precede obbligatoriamente la pubblicazione.

Come un test PCR
Le persone infette espellono il virus per lo scarico, per esempio quando si lavano i denti o vanno in bagno. A seconda del numero di ammalati in un dato momento, le acque reflue contengono tracce più o meno abbondanti di SARS-CoV-2. “Determiniamo la carica virale delle acque di scarico eseguendo un’analisi simile ai test PCR, ossia verificando la presenza di materiale genetico del virus nelle acque”, spiega, citata nella nota, Jana Huisman, ricercatrice presso l’ETH e prima autrice dello studio. Per passare dalla carica virale al tasso di riproduzione del virus entra in gioco il modello matematico sviluppato dal team di scienziati. Con tale metodo, dalle misurazioni della carica virale nelle acque reflue è possibile stimare quante persone sono infettate dal virus e seguirne la dinamica nel tempo risalendo a R, spiega Huisman.

Un metodo efficace e poco costoso
Testato a Zurigo e negli Stati Uniti, il metodo ha dimostrato la sua efficacia - i valori R sono paragonabili a quelli stimati con dati clinici - a condizione che le acque reflue siano analizzate almeno tre volte alla settimana. Secondo gli scienziati, questo ritmo è ottimale in termini di precisione e di costo. Il fatto che il virus Sars-Cov-2 sia monitorato nelle acque reflue non è una novità. Ma grazie al metodo sviluppato dagli scienziati zurighesi, è ora possibile tradurre queste misurazioni in modo rapido ed economico in un valore direttamente utile per gli epidemiologi. “E questo indipendentemente dai dati clinici”, sottolinea Huisman, sempre citata nella nota. Ciò è importante perché i dati clinici possono essere falsati. Ad esempio, i criteri per essere testati possono cambiare, il che fa variare il numero di casi positivi rilevati. Anche i criteri di ospedalizzazione o la definizione dei decessi legati al Covid-19 possono mutare, fa notare la ricercatrice. Un altro vantaggio è che il metodo permetterà di continuare la sorveglianza del coronavirus quando i test sulla popolazione diventeranno meno frequenti e forniranno meno informazioni. Potrebbe anche essere usato per monitorare agenti patogeni per i quali non sono disponibili dati clinici, come altri coronavirus umani, enterovirus, norovirus, rotavirus o anche l’influenza.

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