
Le entrata derivanti da un'eventuale tassa federale sulle eredità milionarie non garantirebbero il finanziamento a lungo termine dell'AVS. Secondo il Consiglio federale l'iniziativa in votazione il 14 giugno sostenuta dalla sinistra e dai sindacati va quindi respinta. L'iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell'imposta sulle successioni)", mira ad introdurre a livello federale un tasso di imposizione del 20% per la parte delle eredità che supera i due milioni di franchi, nonché per le donazioni superiori ai 20'000 franchi. Tutto ciò con validità dal primo gennaio 2012. I sostenitori dell'iniziativa ritengono che la tassazione delle eredità frutterà 3 miliardi di franchi all'anno, somma che verrebbe assegnata nella misura di due terzi all'AVS e il rimanente terzo ai Cantoni. Questi ultimi non imporrebbero più le successioni e le donazioni. Condizioni speciali sono previste per la piccole e medie imprese, affinché non vengano penalizzate. Per il Consiglio federale, oltre a non generare gli introiti stimati per l'AVS, un'imposta di successione centralizzata rappresenta un'ingerenza nelle competenze dei cantoni (molti dei quali hanno abolito tale prelievo per i discendenti diretti, n.d.r). Oltre ad indebolire l'attrattiva della piazza economica elvetica specie per i grandi patrimoni, un balzello del genere provocherebbe difficoltà alle imprese famigliari al momento di trasmettere l'attività agli eredi. Quest'ultimi dovrebbero infatti privarsi di mezzi finanziari da investire nella ditta per pagare la nuova tassa. Anche l'effetto retroattivo per le donazioni al 2012 solleva interrogativi. Dal momento che l'iniziativa, se accolta, entrerebbe in vigore nel 2017, il Governo giudica sproporzionato un lasso di tempo di cinque anni per il calcolo del dovuto. Il carico amministrativo rischia insomma di generare costi importanti.
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