
I medici dei cantoni di Ginevra e Vaud hanno partecipato massicciamente oggi allo sciopero indetto per protestare contro la decisione del Dipartimento federale dell'interno (DFI) di abbassare le tariffe per le analisi di laboratorio. Centinaia di studi sono rimasti chiusi, mentre le manifestazioni svoltesi a Losanna e Ginevra hanno riunito fra 2000 e 3000 persone ciascuna. "Si tratta del primo sciopero dei dottori a memoria d'uomo", sottolinea il presidente della Società vodese di medicina (SVM) Jean-Pierre Pavillon. "Soltanto le minacce che pesano sul futuro della professione potevano far scendere i medici in piazza". In base alle stime della SVM, la maggioranza dei 1500 studi medici del cantone ha chiuso i battenti. A Ginevra, il 90% circa degli 800 studi privati ha aderito allo sciopero, stima l'associazione locale dei medici. Oltre a scioperare, i dottori sono pure scesi in piazza. A Losanna, una folla composta essenzialmente di camici bianchi ha percorso le vie del centro brandendo striscioni con scritto "salviamo la medicina" e "giù le mani dal mio laboratorio". A Ginevra, i medici si sono radunati a fine pomeriggio nel parco Bastions. Durante l'agitazione l'assistenza sanitaria era garantita dagli ospedali e da un servizio speciale per i casi gravi organizzato dagli stessi scioperanti. Le nuove e contestate tariffe entreranno in vigore all'inizio di luglio: con questa misura il consigliere federale Pascal Couchepin prevede risparmi annui per 200 milioni di franchi. I medici lamentano per contro un abbassamento della qualità delle cure e una diminuzione del loro reddito. Secondo la SVM le nuove tariffe sono inferiori ai prezzi praticati in Francia e in Italia. "Sono persino al di sotto delle tariffe in vigore in India". In appoggio alle loro rivendicazioni, i dottori vodesi hanno consegnato al presidente del Gran consiglio una petizione con 40#000 firme, riunite in tre settimane. "I pazienti hanno capito che difendiamo la qualità delle cure e non la nostra bistecca", osserva Jean-Pierre Pavillon. Si fa intanto strada l'idea di applicare tariffe Tarmed differenziate per i medici generici, difesa fra l'altro dal consigliere di Stato Pierre-Yves Maillard, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della salute. Secondo il vodese, il valore del punto Tarmed dovrebbe tener conto delle specificità della medicina generica, come gli orari e i servizi di picchetto particolarmente pesanti. Secondo Maillard, rivalorizzare finanziariamente le prestazioni dei medici generici è indispensabile per tentare di rimediare alla futura penuria di professionisti. Il 1. aprile, l'agitazione dei medici si estenderà a tutta la Svizzera. ATS
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