
Da domani tutte le spese per i test del coronavirus saranno a carico della Confederazione. Il Consiglio federale ha optato oggi per semplificare il sistema: finora ad assumersi i costi erano le casse malati o i Cantoni. L’inversione di rotta vuole evitare che qualcuno debba rinunciare al tampone per non rimetterci di tasca propria.
La novità, raccomandata anche dall’apposita task force creata durante l’epidemia, è stata presentata in conferenza stampa a Berna dal ministro della sanità Alain Berset. I test ad ampio spettro per rilevare la presenza del SARS-CoV-2 sono il pilastro dell’attuale strategia studiata contro il Covid-19 e un rigoroso tracciamento dei contatti è giudicato fondamentale per interrompere le catene di trasmissione. Per questo, ha spiegato Berset, sono stati messi a disposizione 288 milioni di franchi da parte della Confederazione.
Eliminare la disparità di trattamento
Assumendosi il totale degli oneri, il governo vuole eliminare la disparità di trattamento attuale. Sino ad oggi infatti, se le spese sono a carico dell’assicurazione obbligatoria chi fa l’esame deve pagare franchigia e partecipazione ai costi. Se però esse ricadono sui Cantoni, il diretto interessato non deve sborsare un centesimo. La situazione era inoltre paradossale, come evidenziato in Conferenza stampa: nei casi gravi il costo del test ricade sulle casse malati e quindi indirettamente sull’assicurato. Nei casi lievi invece il costo del test veniva coperto dal Cantone.
Dal salvadanaio federale verranno presi sia i soldi per i tamponi con cui si diagnostica l’infezione sia quelli per i test sierologici per individuare eventuali anticorpi, sinonimo di vecchio contagio. Nel primo caso sarà rimborsato un importo forfettario di 169 franchi, nel secondo di 113.
App disponibile da domani
Nel corso della sua seduta odierna, adottando la relativa ordinanza, l’esecutivo ha inoltre confermato il via libera per l’impiego della nuova app SwissCovid in tutto il Paese. Già nei giorni scorsi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva annunciato che essa sarebbe stata disponibile dal 25 giugno su Apple Store e Google Play Store.
Pur non essendo uno strumento obbligatorio, il Consiglio federale raccomanda di farne uso, in modo da poter completare il tracciamento classico dei contatti e mettere in quarantena chi si è avvicinato a una persona risultata poi positiva al virus. L’app avvisa tramite una notifica gli utenti che l’hanno scaricata sul proprio smartphone e che si sono trovati per un certo lasso di tempo nei paraggi di un contagiato, a condizione ovviamente che anche questi l’avesse installata precedentemente sul suo cellulare.
Obbligo delle mascherine di competenza cantonale?
In Conferenza stampa, rispondendo ai giornalisti, Alain Berset ha inoltre spiegato che, visto il passaggio di competenze dalla Confederazione ai cantoni, questi ultimi potranno introdurre un eventuale obbligo a indossare le mascherine. Il Consigliere federale conferma quindi l’autonomia decisionale cantonale in questo ambito, anche se aggiunge di auspicare una collaborazione in merito.
Test sierologici
Si è poi domandato perché i test sierologici non siano raccomandati. Berset ha risposto che questi aiutano poco nel contentimento della pandemia, in quanto sono utili sono in prospettiva. Stefan Kuster, il nuovo Mister Covid-19, ha aggiunto inoltre che i test sierologici sono attualmente ancora in fare di studio e non è chiara la loro affidabilità.
Carrozze per over-65 sui treni? “Difficile”
Per Berset l’idea di riservare carrozze sui treni ai passeggeri over-65 è “difficile da attuare”, secondo Berset inoltre è difficile proteggere le fasce a rischio con questo tipo di isolamento.
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