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Svizzera
Tamedia rileva Edipresse: partiti scettici, appello a Comco
Redazione
17 anni fa

Così come i sindacati, anche i partiti hanno reagito scetticamente all'annuncio della fusione tra Edipresse e Tamedia. Essi temono un impoverimento della varietà mediatica svizzera e si aspettano che la Commissione della concorrenza (Comco) esamini attentamente l'acquisizione. "Con la fusione nasce un gruppo molto grande", ha dichiarato all'ATS il presidente del PLR Fulvio Pelli. Il consigliere nazionale ticinese ha detto di non poter anticipare la decisione della Comco, ma a suo avviso l'indipendenza della stampa elvetica è minacciata. Cartelli e monopoli sono negativi per la Svizzera, ha detto Pelli. Secondo il presidente del Partito socialista, Christian Levrat, la fusione è "un gran passo verso la concentrazione dei media svizzeri". A suo avviso, la decisione della Comco è tutt'altro che scontata: "Pian pianino, Tamedia sta dominando il mercato dei giornali in Svizzera", ha detto Levrat all'ATS. Se l'acquisizione sarà autorizzata, il presidente socialista spera che si rinunci a licenziamenti e che Tamedia non unisca le redazioni. Il mercato mediatico romando funziona diversamente da quello della Svizzera tedesca: un'unione delle redazioni sarebbe quindi un'autorete, ha detto Levrat. Anche il presidente del PPD Christophe Darbellay attende con impazienza la decisione della Comco. Ora tutte le tre principali case editrici provengono da Zurigo - ha detto - e per la Svizzera romanda ciò è deplorevole. Il consigliere nazionale vallesano si oppone tuttavia a un intervento statale nella stampa: la mano pubblica deve limitarsi a garantire la concorrenza, ha detto. Anche secondo Toni Brunner, presidente dell'Unione democratica di centro, la politica non può frenare gli sviluppi del mercato. Il sangallese si è comunque detto dispiaciuto della concentrazione nel settore mediatico: "il giornalismo critico ne soffre, le penne fedeli al governo e alla maggioranza saranno sempre di più", secondo Brunner. ATS

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