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Tamedia, i tipografi vogliono si torni al CCL
Tamedia, i tipografi vogliono si torni al CCL
Tamedia, i tipografi vogliono si torni al CCL
Redazione
8 anni fa
Organizzate oggi delle azioni davanti alle tipografie di Berna, Bussigny (VD) e Zurigo.

I dipendenti delle tipografie di Tamedia, appoggiati dal sindacato Syndicom, chiedono il ritorno dell'editore nel Contratto collettivo di lavoro (CCL). Oggi hanno organizzato azioni davanti alle tipografie di Berna, Bussigny (VD) e Zurigo.

"Abbiamo distribuito volantini e discusso del tema del CCL con il personale che entrava e usciva dal lavoro. I dipendenti hanno simbolicamente firmato un contratto gigante", ha spiegato a Keystone-ATS Angelo Zanetti, segretario centrale di Syndicom. All'evento hanno partecipato una quarantina di impiegati a Berna e Zurigo e 35 a Bussigny.

Dal 2016 il personale non sottostà più al CCL dell'industria grafica, ma a un regolamento aziendale che deve essere rinegoziato entro la fine dell'anno. Sarà adeguato in base alle volontà di Tamedia, teme Zanetti, aggiungendo che negoziati si svolgono con le commissioni del personale, ma senza i sindacati.

Il CCL rappresenta una sicurezza per i dipendenti. Regolamenta questioni importanti come le indennità giornaliere in caso di malattia, i salari minimi oppure le vacanze. "È uno scandalo", secondo Zanetti, "che un'impresa come Tamedia, che ha una posizione quasi monopolista, non sia nel CCL".

Il sindacato teme in particolare che l'editore riduca il supplemento per il lavoro a turni e lancia un appello alla responsabilità di Tamedia, il più grande datore di lavoro del settore. Secondo una stima del Syndicom, nelle tre tipografie lavorano circa 300 persone.

Interpellata da Keystone-ATS, Tamedia ha dichiarato che, in accordo con la commissione del personale, le condizioni attualmente in vigore saranno prolungate sino alla fine di aprile del 2019. L'editore vuole attendere il risultato dei nuovi negoziati nel settore.

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