
I poliziotti svizzeri sono "preoccupati e scioccati" dalle infiltrazioni condotte dalla Securitas in almeno due associazioni alternative vodesi. I funzionari chiedono un quadro legale più severo per le imprese di sicurezza private, in particolare in merito alla protezione dei dati. La sicurezza deve rimanere un compito esclusivamente statale, hanno sottolineato i rappresentanti della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), riuniti in assemblea ieri e oggi a Losanna sul tema "La polizia, il buon partner della sicurezza". I compiti di polizia non devono essere affidati sistematicamente all'esercito e alle imprese di sicurezza private, ha dichiarato Hans-Peter Uster, presidente del Consiglio di fondazione dell'Istituto svizzero di polizia. "L'operato della polizia è e deve rimanere un servizio pubblico". Preoccupati dalle attività della Securitas, i delegati hanno votato una risoluzione in cui chiedono che siano colmate le lacune del concordato sulle imprese di sicurezza. La magistratura e il mondo politico - rivendica la FSFP - "devono porre fine ai comportamenti affaristici e destabilizzatori delle imprese di sicurezza private". "Tutte le azioni di polizia si svolgono in un quadro giuridico preciso. Lo stesso deve avvenire per le imprese di sicurezza private", rammenta il testo della risoluzione. La Federazione punta pure il dito contro la polizia ferroviaria, attualmente al 49% in mano alla Securitas. Per la FSFP essa dovrebbe integrare il servizio pubblico. Il canton Vaud metterà la questione all'ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, ha indicato all'assemblea la consigliera di Stato Jaqueline de Quattro. ATS
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