Cerca e trova immobili
Svizzera
Tagli in favore dell'esercito: "un affronto alla politica di sicurezza"
© Tatiana Scolari
© Tatiana Scolari
Keystone-ats
2 anni fa
Lo ha dichiarato in un comunicato l'associazione Alliance Sud, criticando aspramente la compensazione a discapito della cooperazione internazionale (CI).

Per Alliance Sud, i tagli in favore dell'esercito decisi oggi in Parlamento minano la politica di sicurezza. L'Associazione delle opere assistenziali svizzere ha commentato così la scelta del Consiglio Nazionale, criticando aspramente la compensazione a discapito della cooperazione internazionale (CI).

Un attacco frontale

Il Consiglio nazionale ha deciso oggi di finanziare l'aumento dei fondi destinati all'esercito - 4 miliardi in più di quanto richiesto dal governo - attingendo in parte al bilancio della CI. "Si tratta di un attacco frontale a una politica di sicurezza olistica" deplora Alliance Sud nella nota diramata nel primo pomeriggio. Il direttore dell'associazione, Andreas Missbach, ha affermato che "finanziare l'esercito a spese della CI mina la tradizione umanitaria della Svizzera". A suo avviso tutto ciò è assurdo ed è come se si decidesse di "rafforzare i pompieri a scapito delle misure di protezione antincendio".

Una mossa rischiosa

Inoltre, i crediti d'impegno della Strategia CI 2025-2028 hanno già dovuto assorbire 1,5 miliardi di franchi di finanziamenti per l'Ucraina, ribadisce Alliance Sud, sottolineando che ulteriori tagli metterebbero a rischio la comprovata reputazione della Svizzera. Secondo il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSSE) il finanziamento a spese della CI, la quale svolge un ruolo importante nella prevenzione dei conflitti, è allarmante. "Se la CI dovesse rimanere vittima del riarmo militare, sarebbe una dichiarazione di fallimento", commenta il GSSE. Inoltre, "anche altri settori rilevanti per la sicurezza, come la protezione del clima o la sicurezza sociale, risentirebbero del massiccio armamento e considerando le numerose attuali crisi, non possiamo permettercelo" aggiunge.

GSSE: "Insensata folle corsa agli armamenti"

Il GSSE critica così "l'insensata folle corsa agli armamenti" e chiede "un'analisi ponderata delle minacce". A sostegno, cita la Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS), la quale ritiene improbabile un'aggressione militare terrestre o aerea. Il Messaggio sull'esercito 2024 licenziato dal Consiglio federale si orienta verso un'improbabile escalation del conflitto in Europa ed ha il solo scopo di consentire ai vertici dell'esercito di procurarsi il materiale bellico desiderato, afferma il GSSE.