
Mediamarkt oggi ha fatto acquisti da Migros e il gigante arancio ha annunciato una nuova ondata di licenziamenti: l'azienda intende sopprimere circa 365 posti di lavoro presso Migros Industrie e una 50ina presso Migros Fachmarkt, per un totale di 415 impieghi. "Quanto annunciato oggi conferma il fatto che Migros, che si presenta come azienda sociale, è in realtà orientata al profitto", scrive il sindacato Unia in una nota stampa. "Le associate e gli associati di Unia impiegati presso Migros esortano il gigante arancione a porre fine ai licenziamenti. Basta cattive notizie tutti i mesi! Migros dovrebbe investire maggiormente nel suo personale piuttosto che sprecare milioni per McKinsey".
"Migros mostra il suo vero volto"
Il gigante arancione, continua il sindacato, "si vanta di essere un datore di lavoro solidale, ma la realtà è ben diversa. Il più grande datore di lavoro privato della Svizzera mostra il suo vero volto. Le ondate di licenziamenti che annuncia ormai a ritmo quasi mensile creano una situazione caotica e provocano grande incertezza e paura tra i dipendenti, senza contare l’aumento del carico di lavoro che ricade sulle spalle del personale rimasto. L’azienda deve addirittura richiamare dipendenti licenziati. È assurdo!", aggiunge Unia, spiegando che "i tagli netti comunicati oggi confermano che Migros non sostiene abbastanza i suoi dipendenti nella ricerca di un nuovo posto di lavoro all’interno dell’azienda. Lo smantellamento annunciato è in netta contraddizione con la promessa fatta dal gigante arancione di evitare per quanto possibile i licenziamenti".
"L'atmosfera è pessima"
I dipendenti di Migros associati al sindacato, viene aggiunto, esortano il proprio datore di lavoro a "rinunciare ai licenziamenti, all’occorrenza proponendo un posto di lavoro adeguato all’interno del gruppo Migros; garantire una vera partecipazione del personale e accettare che le collaboratrici e i collaboratori si organizzino con i sindacati di loro scelta (libertà sindacale)". Non solo, perché gli associati di Unia "denunciano la mancata disponibilità al dialogo da parte della direzione di Migros e l’inasprimento della situazione. L’atmosfera è pessima. Ciò è assolutamente indegno per il maggiore datore di lavoro della Svizzera: se non è possibile instaurare un dialogo tra il datore di lavoro e i sindacati significa che la direzione non riconosce le preoccupazioni e i diritti delle collaboratrici e dei collaboratori". E a rimetterci, conclude la nota, "sono questi ultimi".

