
Dopo aver sequestrato 60 milioni di franchi ad un boss della mafia giapponese e avere consegnato 30 milioni al Giappone, il canton Zurigo dovrà versare altri 9 milioni di franchi alla Confederazione. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF) di San Gallo. Il canton Zurigo ha ancora la possibilità di appellarsi al Tribunale federale di Losanna. La confisca risale al 2004 e si riferisce a due conti aperti presso il Credit Suisse di Zurigo da un boss della cosca mafiosa "Yamaguchi-gumi", il gruppo di Yakuza più potente e numeroso del Giappone. Quest'ultima forniva prestiti ai consumatori a tassi usurari altissimi. Nel luglio del 2008, era stato firmato un accordo per la restituzione della metà della somma confiscata al Giappone, dove il boss è stato arrestato e processato. Il canton Zurigo si era però rifiutato di versare i tre decimi dell'importo alla Confederazione, come prevede la Legge sulla ripartizione dei valori patrimoniali confiscati (LVPC) entrata in vigore nell'agosto 2004. Visto che il blocco dei conti era stato ordinato in precedenza, il cantone riteneva che dovesse essere applicata la legislazione precedente. Il Tribunale federale amministrativo gli ha però dato torto. (Decisione C-6169/2010 del 20.11.2014)
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