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Svizzera
TAF ascolta parti su autorizzazione illimitata Mühleberg
Redazione
15 anni fa

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha ascoltato oggi le parti in causa nella vertenza sulla proroga illimitata dell'autorizzazione d'esercizio per la centrale nucleare bernese di Mühleberg. Per conoscere la sua sentenza riguardo ai ricorsi presentati bisognerà però aspettare l'inizio dell'anno prossimo. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) aveva concesso due anni fa l'autorizzazione d'esercizio illimitata a Mühleberg. Contro questa decisione hanno presentato ricorso oltre cento abitanti dei dintorni dell'impianto, situato a pochi chilometri da Berna, e un gruppo ecologista locale. Nella sua richiesta al DATEC, la Società elettrica bernese BKW ha fatto valere una disparità di trattamento, essendo Mühleberg l'unica centrale atomica con un permesso d'esercizio limitato, in scadenza a fine 2012. La BKW rammenta che l'impianto è stato giudicato sicuro dell'autorità di vigilanza. Un'argomentazione accolta dal DATEC: la centrale è in ogni caso sottoposta al costante controllo dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), sostiene il dipartimento. Oggi era in programma soltanto il cosiddetto "dibattimento", tenutosi in seduta pubblica a Berna nella sede del Tribunale amministrativo cantonale. Davanti all'edificio hanno manifestato una trentina di militanti antinucleari, per i quali il "reattore rottame" di Mühleberg andrebbe spento subito. I ricorrenti e la BKW, come pure il DATEC, hanno presentato al collegio di cinque giudici durante due ore e mezzo le loro argomentazioni. Il rappresentante legale della BKW Walter Streit ha chiesto al tribunale di concludere la procedura con rapidità e di respingere i ricorsi. La società elettrica, che fa tutto il necessario per garantire la sicurezza dell'impianto, ha bisogno di sapere al più presto se l'esercizio della centrale sarà giuridicamente garantito dopo il 31 dicembre 2012, ha affermato. "Faremo il possibile", gli ha promesso la giudice Kathrin Dietrich, presidente della Prima corte del TAF, rilevando tuttavia che una decisione di tale portata richiede un certo tempo. Gli oppositori vogliono invece che sia fatta dapprima maggiore chiarezza sulla sicurezza di Mühleberg, sostenendo che diversi aspetti sono stati considerati in modo insufficiente dalla Confederazione. Già le sole precarie condizioni dell'involucro che contiene il reattore escludono un'autorizzazione illimitata, ha affermato il loro avvocato Rainer Weibel nella sua arringa. Persino l'autorità di vigilanza federale ritiene che l'attuale involucro - sul quale sono state riscontrate delle crepe - sia ancora utilizzabile per dieci anni al massimo, ha aggiunto. Weibel ha quindi chiesto ai giudici di riesaminare la richiesta di un maggiore accesso alla documentazione al riguardo, in particolare una perizia che era stata segretata dallo stesso TAF. I ricorrenti esigono inoltre ulteriori perizie. ATS

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