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Svizzera
Syndicom: "Basta sessismo nelle redazioni"
Keystone-ats
4 anni fa
Per il Sindacato dei media e della comunicazione è necessario un cambiamento di cultura per avere redazioni che non tollerino sessismo, molestie sessuali o mobbing.

Sulla scia delle rivelazioni di venerdì in merito a episodi di presunto sessismo presso un foglio dell'editore Tamedia, Syndicom rilancia la lotta contro qualsiasi pratica degradante nei confronti delle donne nelle redazioni. In un articolo pubblicato alla vigilia della fine di settimana da Der Spiegel, il settimanale con la maggior tiratura in Germania, un'ex redattrice di Das Magazin (rivista che ogni sabato accompagna Tages-Anzeiger, Basler Zeitung, Berner Zeitung e Bund) ha accusato l'ex responsabile della pubblicazione di sessismo e mobbing. La donna rimproverava anche a Tamedia, contro cui ha inoltrato una denuncia penale, un atteggiamento attendista.

"Serve un cambiamento di cultura"

"Da anni sappiamo che esiste un problema di sessismo strutturale e di mobbing presso Tamedia e altre aziende mediatiche", deplora il Sindacato dei media e della comunicazione (Syndicom) in un comunicato diramato ieri. Già nel 2021, decine di dipendenti avevano scritto una lettera aperta alla direzione di Tamedia. Episodi simili erano stati resi noti presso la radiotelevisione romanda RTS, si legge nella nota. "È necessario un cambiamento di cultura per avere redazioni che non tollerino sessismo, molestie sessuali o mobbing. Dove la cattiva condotta, l'abuso di potere e l'aggressione abbiano conseguenze reali e rapide", scrive Syndicom.

Un conflitto che non sarebbe neppure dovuto sorgere

L'ex redattrice, oggi 56enne, aveva informato la direzione di Tamedia del presunto comportamento inappropriato del collega. Sulla base di un'inchiesta esterna, era poi stata licenziata alla fine del 2022 dopo 20 anni di servizio. Stando a una missiva ai collaboratori, di cui Keystone-ATS ha ottenuto una copia l'altro ieri, dal canto suo il direttore di Tamedia, Andreas Schaffner, ammette che il chiarimento sul caso di presunto mobbing in seno a Das Magazin è durato troppo a lungo. Nella cultura manageriale che ci si aspetta dall'editore, un simile conflitto non sarebbe nemmeno dovuto sorgere, si legge nella lettera. L'atmosfera lavorativa e la cultura aziendale ne hanno sofferto, scrive Schaffner, esprimendo rammarico per l'operato dell'editore.