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Svizzera
Swissport si assicura liquidità supplementari e si rifinanzia
Redazione
6 anni fa
Un gruppo di creditori non identificato si è impegnato a fornire 300 milioni di euro di linquidità supplementari

Il colosso elvetico dei servizi aeroportuali Swissport ha trovato un accordo con i suoi creditori per garantirsi liquidità supplementari e ristrutturare il suo debito, al fine di superare un periodo difficile per il settore aereo colpito dalla pandemia di coronavirus.

Un gruppo di creditori non identificato si è impegnato a fornire 300 milioni di euro di liquidità supplementari “per sostenere le operazioni sino alla finalizzazione della ristrutturazione”, ha indicato oggi la società zurighese detenuta dal conglomerato cinese HNA. Questo ammontare si aggiunge ai 200 milioni di euro di liquidità esistenti. Swissport ha pure concluso un accordo per ristrutturare e ridurre il suo debito. Il gruppo ottiene una linea di credito a lungo termine di 500 milioni, sostituendo la precedente agevolazione di pagamento di 300 milioni, stando al comunicato. La ristrutturazione del debito deve essere ultimata entro la fine dell’anno.

Opportunità post-Covid
“Grazie al miglioramento delle liquidità e un debole livello di indebitamento, Swissport sarà in grado di cogliere le opportunità di crescita che emergeranno dopo la pandemia di Covid-19”, ha sottolineato l’impresa attiva presso 300 aeroporti in 47 Paesi. Swissport ha inoltre pubblicato i risultati del secondo trimestre, che registrano un calo del fatturato del 70% su base annua a 235,5 milioni di euro. I ricavi derivanti dall’attività principale dei servizi di assistenza a terra per le compagnie aeree negli aeroporti sono diminuiti dell’88%, mentre quelli generati dal comparto merci sono scesi del 24%. L’azienda - che fornisce servizi quali la manutenzione e il rifornimento di velivoli, la pulizia, la sicurezza, nonché la movimentazione di aeromobili e bagagli - precisa tuttavia che la contrazione è rallentata a partire da fine giugno con cali rispettivamente del 67% e del 19%.

Da 55’000 a 48’000 dipendenti
Per far fronte all’impatto dell’arresto pressoché completo del settore aereo, il gruppo ha ridotto i costi del 55%. All’apice della crisi, 55’000 dipendenti erano in disoccupazione parziale, in congedo non pagato o licenziati. Attualmente, la società ha in organico circa 48’000 persone a livello mondiale, contro i 65’000 prima della crisi del Covid-19, ha precisato all’agenzia finanziaria AWP un portavoce di Swissport. All’aeroporto di Zurigo-Kloten, dove l’impresa conta 2’500 dipendenti, Swissport aveva di recente indicato di voler ridurre i salari, in risposta alle richieste delle compagnie aeree, in particolare di Swiss, di poter godere di prezzi più bassi. Nonostante tali misure draconiane, il risultato operativo lordo (Ebitda) è sprofondato nelle cifre rosse a -67 milioni di euro, a fronte di un utile di 76 milioni registrato l’anno precedente. L’Ebitda è ritornato nelle cifre nere soltanto in luglio.

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