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Svizzera
SwissCovid aiuta davvero
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Keystone-ats
6 anni fa
Nel Canton Zurigo chi aveva l’app attiva, si è messo in quarantena un giorno prima rispetto a chi non ne era provvisto, lo mostrano due studi

Molti l’hanno scaricata e i più fortunati se la sono dimenticata. Ma l’applicazione per smartphone SwissCovid sembra funzionare davvero. Dei ricercatori svizzeri hanno analizzato l’efficacia del software, che attualmente conta 1,8 milioni di utilizzatori. Uno degli studi si basa sulle persone identificate come contatti di soggetti positivi al virus da parte del contact tracing del Canton Zurigo, comunica l’ateneo. Quanto è emerso è che chi ha scaricato l’applicazione, grazie all’allerta ricevuta, ha potuto mettersi in quarantena un giorno prima degli altri. Anche se 24 ore possono non sembrare molte, afferma Viktor von Wyl, professore di “Digital and Mobile Health”, ciò può avere un’influenza sul corso dell’epidemia. Comprensibilmente non sono invece emerse differenze nelle tempistiche nel caso di contagi interni alle famiglie.

In un secondo studio, i ricercatori hanno dimostrato che nel mese di settembre circa 170 persone nel canton Zurigo avvertite dall’app hanno ricevuto una raccomandazione di quarantena. Ciò corrisponde a circa il 5% di tutti gli individui per cui il provvedimento è scattato in maniera obbligatoria attraverso il tradizionale contact tracing. Inoltre, 30 persone, fattesi testare dopo l’allerta emanata da SwissCovid, hanno scoperto di essere positive al coronavirus. Di conseguenza, nel giro di un mese sono state spezzate 30 possibili catene di infezione.

Malgrado queste indicazioni positive, non mancano i punti critici. In particolare, si è scoperto che un infettato su tre non ha attivato l’avviso tramite l’app. Secondo von Wyl, il motivo è il ritardo nell’assegnazione dei codici. Poiché ora tutti i medici sono autorizzati a fornirli, così da sgravare le autorità cantonali, il problema potrebbe venire contenuto. Von Wyl infine sottolinea una volta di più come sia fondamentale che il maggior numero di persone possibile scarichi l’app sul proprio smartphone. L’esperto spera che i risultati incoraggianti degli studi contribuiscano a convincere chi finora è rimasto scettico.

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