
Swisscom di nuovo sotto accusa sul fronte della concorrenza per le sue pratiche commerciali: tre operatori internet - la società zurighese Init7, la solettese SolNet e la locarnese Ticinocom - accusano il gigante telecom di abusare della sua posizione dominante. È scattata una denuncia alla Commissione della concorrenza (Comco).
Prezzi troppo alti dei pre-servizi
Le nuove tariffe per i clienti finali praticati da Swisscom sono così bassi che i concorrenti che acquistano i pre-servizi a banda larga (BBCS Broadband Connectivity Service) non possono più coprire i loro costi, scrivono le tre aziende in un comunicato stampa congiunto. La Comco è invitata a imporre una riduzione dei prezzi di questi pre-servizi.
1,12 franchi di guadagno
Ad esempio Swisscom offre ora ai suoi clienti un pacchetto da 10 gigabit per secondo a 39 franchi al mese, vale a dire 36,21 franchi senza Iva. Il prezzo all’ingrosso per i concorrenti è invece di 35 franchi: per costoro il margine lordo ammonta quindi a solo 1,12 franchi. Stando ai fornitori web in questione per garantire un margine adeguato il costo all’ingrosso non dovrebbe superare i 22 franchi.
Agendo da sola, Init7 aveva già accusato il mese scorso Swisscom di praticare - attraverso il marchio a basso costo Wingo - prezzi di dumping: allora il gigante blu aveva precisato che quella oggetto di critiche era una promozione temporanea.
Multa di 186 milioni nel 2009
Nel 2009 la Comco aveva inflitto a Swisscom una multa di 220 milioni di franchi perché aveva fatto pagare ai suoi concorrenti prezzi troppo elevati per l’uso delle linee internet ADSL dal 2001 al 2007. Il Tribunale amministrativo federale aveva poi ridotto la multa a 186 milioni. Un ricorso di Swisscom al Tribunale federale era stato respinto.
Sotto accusa anche per le panne e stipendi del Ceo
La nuova denuncia contro il colosso telecom - quotato in borsa, ma controllato al 51% dalla Confederazione - arriva in un momento in cui l’azienda è messa sulla graticola a livello politico a causa dei numeri d’emergenza rimasti a lungo irraggiungibili per difficoltà informatiche lo scorso 9 luglio. Ieri il Ceo Urs Schaeppi - a sua volta costantemente oggetto di critiche per il salario di 2 milioni di franchi, cioè l’equivalente di quello di quattro consiglieri federali - si è scusato in un’intervista e ha assicurato che l’impresa farà di tutto per evitare il ripetersi di tali episodi.
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