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Svizzero rischia l'espulsione dall'Australia
Svizzero rischia l'espulsione dall'Australia
Svizzero rischia l'espulsione dall'Australia
Redazione
9 anni fa
Jan H. fa parte dei Soldati di Odino, un'organizzazione estremista. Si era trasferito dopo una polemica con il CCIS

Un 40enne cittadino elvetico da anni residente in Australia, Jan H., rischia l’espulsione. Il motivo? L'Ufficio immigrazione del Ministero australiano ha scoperto che l’uomo e la moglie, la 44enne Louise, sono membri dei Soldiers of Odin (i Soldati di Odino), un’organizzazione di estrema destra fondato nel 2015 in Finlandia - e da lì diffusosi rapidamente in altri paesi scandinavi come la Norvegia e la Svezia fino ad arrivare in Canada e in Australia - che si oppone all'immigrazione e organizza squadre di pattugliamento che si aggirano in orari notturni per le strade alla ricerca di stranieri.

Jan H. è molto attivo sui social e non ha mai nascosto di far parte del gruppo. In passato il suo profilo Facebook era stato bloccato per 30 giorni per “contenuti xenofobi”. Il cittadino argoviese, che afferma di scrivere “verità scomode”, aveva lasciato la Svizzera dopo una polemica con il controverso Consiglio centrale islamico svizzero. Quando Qaasim Illi e Nicolas Blancho avevano sostenuto che i crocifissi in cima alle montagne “andrebbero tolti”, li aveva invitati a “fare le valigie”, ricevendo in risposta diverse minacce di morte.

A Melbourne aveva sposato Louise, cittadina australiana, sperando di rifarsi una vita. Ma le autorità lo avevano tenuto d’occhio per le sue simpatie politiche. Recentemente l'Ufficio immigrazione gli ha negato un visto permanente e ne ha disposto l’espulsione.

“Non sono un neonazista – si è difeso Jan H. dalle colonne del Blick – Mio nonno aveva radici ebraiche. Alcuni membri del gruppo hanno idee radicali, ma la maggior parte di noi non si occupa di ‘sicurezza’ ma di dare da mangiare ai senzatetto”.

Jan H. ha presentato ricorso, sostenuto da dieci persone che hanno testimoniato a suo favore e da una fedina penale immacolata. Ora non gli resta che attendere. L’uomo ha già annunciato che ricorrerà al crowdfunding per pagarsi le spese legali qualora le autorità dovessero confermare il provvedimento di espulsione.

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