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Svizzera
Svizzero accusato di sostenere l'ISIS... per 70 euro
Svizzero accusato di sostenere l'ISIS... per 70 euro
Svizzero accusato di sostenere l'ISIS... per 70 euro
Redazione
10 anni fa
Un 37enne elvetico è finito alla sbarra in Marocco. "È un equivoco, ha firmato una confessione scritta in arabo"

Si sta svolgendo in questi giorni a Rabat il processo d’appello nei confronti di un ingegnere svizzero (con passaporto francese) di 37 anni, Thomas G., accusato dalle autorità marocchine di sostegno finanziario allo Stato islamico.

Come riferito da RTS, il Dipartimento federale degli affari esteri conferma di aver fornito assistenza giuridica al 37 confederato, condannato lo scorso luglio a 6 anni di reclusione. Raggiunta dall’emittente francofona la madre dell’imputato – che si è trasferita in Marocco per assistere il figlio – ha denunciato un primo processo verbale lacunoso: “Mio figlio ha firmato una confessione scritta in arabo (lingua che non capisce) totalmente differente da quanto dichiarato durante l’interrogatorio, svoltosi in francese”.

“Thomas non si è mai convertito all’islam e ha solamente dato 70 euro a un conoscente, ignorando che fosse legato al terrorismo islamico. Spero che con questo nuovo processo possa ritrovare la libertà e la dignità, è stato un incubo”.

Nel frattempo tre associazioni per la difesa dei diritti umani si sono già mobilitate per chiederne il rilascio.

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