
Il sovrappeso continua a rappresentare una sfida crescente per la salute pubblica in Svizzera. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto GfK per conto di Groupe Mutuel, quasi la metà della popolazione (48%) si considera in sovrappeso, da lieve a grave. Una tendenza in aumento, che riguarda soprattutto uomini, persone anziane e residenti nella Svizzera romanda. Parallelamente, diminuisce la quota di chi si percepisce nel peso «nella norma».
61% insoddisfatto del proprio peso
Il tema è sentito anche sul piano personale: il 61% degli intervistati ha cercato di modificare il proprio peso nel corso dell’ultimo anno e quasi uno su cinque ha tentato almeno tre volte. La strategia più diffusa resta il cambiamento dell’alimentazione. Eppure, non sembra mancare la consapevolezza: il 90% degli svizzeri si considera ben informato su nutrizione e attività fisica. Il problema è piuttosto tradurre queste conoscenze in pratica: solo circa un quarto riesce a farlo con regolarità.
Attività fisica
Sul fronte dell’attività fisica, il quadro è nel complesso positivo: in media si praticano quattro ore di sport a settimana, in aumento di 42 minuti rispetto all’anno precedente. Tuttavia, quasi un quinto della popolazione resta completamente inattivo. Un dato che riguarda in particolare donne, anziani e residenti nella Svizzera romanda e nel Ticino. Tra gli ostacoli principali emergono la mancanza di tempo (51%) e di motivazione (47%). Nonostante ciò, la percezione della propria salute resta buona: il 61% giudica positivamente la propria condizione fisica e il 66% quella mentale, entrambi in crescita rispetto all’ultimo sondaggio, anche se le donne registrano valori più bassi sul piano del benessere psicologico.
In cerca di consigli
Quando cercano consigli, gli svizzeri si affidano soprattutto a Internet o alla propria cerchia personale; solo un terzo consulta specialisti. Tra i più giovani crescono il peso di social network, influencer, app e intelligenza artificiale, con il rischio di esporsi a informazioni poco affidabili. Anche in Ticino, dove quasi un quinto della popolazione risulta inattivo, il fenomeno si inserisce in questo contesto nazionale. Sul piano delle responsabilità, prevale una visione individuale: il 77% degli intervistati ritiene che la prevenzione del sovrappeso dipenda innanzitutto da ciascuno, mentre l’industria agroalimentare è indicata dal 45%. Allo stesso tempo, emerge la necessità di rafforzare le misure collettive, in particolare a favore dei più giovani, con più educazione alimentare e offerte sane nelle scuole.

