
Gli Svizzeri sono in maggioranza soddisfatti della loro situazione economica. La disoccupazione rimane tuttavia il principale motivo di angustia, con un 51% di "preoccupati", seguito dallo scetticismo per tutto ciò che ha a che fare con gli stranieri (40%) e dalla preoccupazione legata all'AVS e alla previdenza per la vecchiaia (37%). È quanto emerge dall'annuale "barometro delle preoccupazioni" del Credit Suisse pubblicato oggi. Il sondaggio, giunto alla 38esima edizione è stato realizzato fra la fine di luglio e la metà d'agosto dall'istituto gfs.bern, che ha interrogato 1010 aventi diritto di voto in tutta la Svizzera. La disoccupazione è da più di 10 anni la principale preoccupazione degli Svizzeri. Rispetto al precedente rilevamento il tasso di persone preoccupate è cresciuto di 7 punti, ma si è ancora piuttosto lontani dal picco del 76% registrato nel 2010. Nella Top Ten delle preoccupazioni degli Svizzeri figurano anche altri temi che riguardano l'estero. I problemi legati ai rifugiati e alla questione dell'asilo sono al quarto posto (26% di preoccupati). L'Ue e gli accordi bilaterali sono la sesta preoccupazione degli svizzeri (20%), mentre la crisi nell'Eurozona figura al nono posto (16%). Il 60% delle persone intervistate ha comunque dichiarato di ritenere la propria situazione economica da buona a molto buona. Soltanto il 7% la giudica cattiva o pessima. L'81% degli Svizzeri ritiene inoltre che le condizioni macroeconomiche siano rimaste uguali o siano migliorate, mentre il 17% ha notato un peggioramento. Il 90% delle persone intervistate si sono dette fiere di essere svizzere: un dato - sottolineano gli autori dello studio - cresciuto di 4 punti percentuali rispetto al precedente sondaggio. Lo studio fornisce anche una lista delle istituzioni che godono di maggiore fiducia da parte degli aventi diritto di voto. La classifica è guidata dalla Banca nazionale svizzera (64% di preferenze), davanti al Tribunale federale (62%), alla polizia (60%) e alla televisione (59%). Seguono il Consiglio federale (57%) - primo fra gli "attori politici" -, il Consiglio nazionale (56%), le organizzazioni di categoria (56%) e il Consiglio degli Stati (55%). I partiti politici si piazzano invece al diciottesimo posto con il 42% di preferenze. Fra i vari media è la televisione a godere della maggiore fiducia, davanti alla radio (54%). Seguono i giornali gratuiti (49%) e quelli a pagamento (48%).
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