
Ora lo conferma anche l’USTAT: gli svizzeri durante l’epidemia si sono spostati meno, molto meno, con una riduzione di oltre il 50% degli spostamenti. Il fatto singolare rilevato dallo studio è che il grosso di questa riduzione sembra essersi verificato “spontaneamente”, tra la rilevazione del primo caso in Svizzera del 25 febbraio e l’annuncio del semi-lockdown del 16 marzo da parte del Consiglio federale: si passa infatti da 40 a 20 km di spostamento medio per abitante e dai 20 ai 10km di spostamento mediano. Il dato evidenzierebbe quindi che già le prime misure, assieme all’iniziativa spontanea di cittadini e datori di lavoro (probabilmente legata anche all’introduzione massiccia del telelavoro) hanno avuto un effetto importante sulla mobilità dei cittadini svizzeri.
Picco negativo tra il 23 e il 29 marzo, poi la risalita
Il record “negativo” si è però verificato poco dopo l’introduzione del lockdown, nella settimana tra il 23 e il 29 marzo 2020, con un minimo di circa 6km di spostamento mediano e circa 17km di spostamento medio per abitante. I dati sono poi risaliti gradualmente, in particolare a seguito delle diverse fasi di riapertura, anche se non sono ancora tornati, secondo l’USTAT, alla situazione di inizio pandemia.
Crolla l’uso dei mezzi pubblici, poca variazione sugli spostamenti a piedi
Un altro dato interessante emerso dallo studio è che la riduzione degli spostamenti ha interessato solo in misura minore gli spostamenti a piedi (circa il 20% in meno) mentre ha ridotto ben dell’80% l’utilizzo dei mezzi pubblici, quelli più soggetti al rischio contagio. Diminuiscono complessivamente del 50% gli spostamenti in automobile e con altri mezzi (bicicletta, treni di montagna, battelli, ecc.).
Si spostano di meno gli anziani, in Ticino la diminuzione è avvenuta prima
Durante il corso della pandemia la categoria degli over 65 è quella che si è mossa di meno, come prevedibile, ma in maniera abbastanza proporzionale rispetto alla situazione precedente: gli anziani infatti si muovevano già meno della metà rispetto alle altre fasce d’età. Rilevante anche il dato sulla Svizzera italiana: in Ticino l’effetto delle misure si è sentito prima, con un crollo in particolare il 15 marzo 2020, che ha rilevato uno spostamento medio di meno di 2km per abitante, un record nazionale per tutta la durata del periodo in oggetto e che sembra dimostrare quanto si sia percepito diversamente il peso dell’emergenza, soprattutto nelle fasi iniziali della pandemia. Nel periodo successivo invece gli spostamenti nel nostro Cantone si sono mossi in maniera simile al resto della Svizzera.
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