
Gli Svizzeri all'estero, riuniti a Berna per il loro tradizionale incontro di primavera, non ritengono prioritaria la loro eleggibilità nel parlamento federale; preferiscono puntare l'attenzione sul miglioramento delle condizioni di partecipazione tanto alle elezioni quanto alle votazioni. Lo ha detto al telegiornale romando il loro presidente Jacques-Simon Eggly. È nostro compito motivare i circa 120mila confederati che risiedono fuori dai confini nell'andare a votare, ha affermato il presidente del Consiglio degli Svizzeri all'estero (CSE). Altra priorità, a suo dire, è la difesa degli interessi in un ceto numero di settori, ma non ha precisato a quali si riferisse. Farsi eleggere nel parlamento federale, come fanno i Francesi o gli Italiani, "non costituisce per noi una priorità", ha affermato. Il CSE ha preso posizione oggi sulla rappresentanza degli Svizzeri all'estero prima che le Camere federali affrontino due atti parlamentari, tra cui quello di Carlo Sommaruga (PS/GE) con il quale si chiede la la "Quinta Svizzera" costituisca una circoscrizione elettorale. "Non ci opponiamo, occorre studiare la questione e ci vorrà del tempo", ha commentato l'ex parlamentare. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

