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Svizzera
Svizzera-Usa: stampa, accordo su fisco c'è, ma partiti si oppongono
Redazione
15 anni fa

Svizzera e Stati Uniti sarebbero vicini a un accordo nella nuova vertenza fiscale che li divide: secondo notizie di stampa le banche dovrebbero pagare una multa miliardaria e sarebbero tenute a consegnare i dati riguardanti migliaia di presunti evasori. Ma l'operazione può andare in porto solo con il consenso del parlamento, che non è per nulla scontato: UDC e PLR hanno già mostrato di opporsi, mentre il PS fa dipendere il suo assenso da un allentamento generale del segreto bancario. Stando alla ricostruzione diffusa ieri dal Tages-Anzeiger il direttore della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), Michael Ambühl, ha organizzato giovedì una teleconferenza per informare le dieci banche interessate dalle inchieste negli Usa - fra queste Credit Suisse, Julius Bär, Banca Wegelin e Banca cantonale di Basilea - che i negoziati sono stati coronati da successo. Gli americani avrebbero accettato la risposta ricevuta al loro ultimatum e accolto la proposta elvetica. In base a questa intesa gli istituti sarebbero tenuti a pagare un'ammenda salata, la cui entità non è ancora stata fissata: in precedenza si era parlato di circa 2 miliardi di franchi. Inoltre le banche dovrebbero fornire dati di clienti sulla base di una domanda che elenca, come è stato il caso di UBS, criteri il più possibile precisi su chi è interessato dalla richiesta. Sempre secondo il quotidiano zurighese si parla di "più di 1000 e meno di 10'000 nomi". Gli Usa sarebbero inoltre disposti a integrare nella soluzione l'intera piazza finanziaria, e non solo le dieci banche nel mirino, afferma da parte sua la Neue Zürcher Zeitung (edizione di ieri). Per poter andare avanti in questa direzione serve però il via libera delle Camere federali. Il parlamento dovrà affrontare il tema durante la corrente sessione. I gruppi dell'UDC e del PLR si sono già detti contrari, perché ritengono che la riforma porterebbe a un ulteriore allentamento del segreto bancario. La posizione del PS è invece opposta: il partito darà il suo assenso solo se lo stesso approccio sarà garantito a tutti gli stati, ha affermato il presidente Christian Levrat in una intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. Il gruppo PPD tratterà il tema nella sua riunione di martedì. Ma dalle colonne della NZZ am Sonntag il capogruppo pone a sua volta una condizione: le banche dovranno ammettere chiaramente che hanno volutamente violato la legge negli Stati Uniti. ATS

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