
Nei prossimi tre anni la Svizzera non modificherà il regime della libera circolazione e la Croazia sarà discriminata il meno possibile: lo ha detto oggi la consigliera federale Simonetta Sommaruga, che ha informato il Consiglio dei ministri di giustizia e degli interni dell'UE sui contenuti dell'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" e sui prossimi passi che Berna intende attuare. La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è il primo membro del governo a recarsi a Bruxelles dopo il voto del 9 febbraio. Ha spiegato ai suoi omologhi che il popolo svizzero ha deciso un cambio di sistema optando per i contingenti. La Confederazione ha tre anni di tempo per attuare le nuove disposizioni e cercare soluzioni con l'UE. "Fino ad allora il nostro Paese continuerà ad applicare l'accordo sulla libera circolazione delle persone", ha detto in una conferenza stampa. "Il Consiglio federale non intende disdire l'accordo sulla libera circolazione delle persone", ha detto. Contemporaneamente ha assicurato che i frontalieri e i cittadini Ue che già lavorano in Svizzera non saranno toccati dall'esito del voto, "neppure nel caso in cui cadesse l'accordo sulla libera circolazione". È l'intesa che lo prevede. Sommaruga ha partecipato al comitato misto Schengen nell'ambito della riunione del Consiglio dei ministri di giustizia e degli interni dell'UE (Consiglio GAI) e ha approfittato dell'occasione per una serie di colloqui bilaterali, in particolare con i suoi omologhi di Croazia, Italia, Francia e Grecia, che attualmente presiede l'UE. Parlando con il ministro dell'interno croato Ranko Ostojic, Sommaruga ha ribadito quanto già comunicato a Zagabria: il protocollo d'estensione dell'accordo di libera circolazione nella sua forma attuale non può essere sottoscritto da Berna. "Il Consiglio federale cercherà con l'UE e la Croazia soluzioni per trattare il più possibile tale Paese alla stregua degli altri Paesi UE".
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