
La decisione dell'UE di non prolungare l'accordo relativo al programma di studi "Erasmus+" e al progetto di ricerca "Horizon 2020" preoccupa molto studenti e ambienti accademici svizzeri. Per Dominique Arlettaz, rettore dell'Università di Losanna, questa scelta avrà enormi conseguenze. "E' una cattiva notizia per il sistema svizzero di formazione e di ricerca", ha detto Arlettaz sulle onde della RTS. Il rettore, nonché vice-presidente della Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), ha rammentato che il sistema di ricerca si è da sempre basato sul principio della libera circolazione. Un'esclusione della Svizzera da questo programma "squalificherebbe" gli studenti elvetici, che non potrebbero più competere con quelli europei. Arlettaz invita comunque gli studenti a candidarsi entro la data limite, il 20 febbraio, nella speranza che il Consiglio federale sia pronto a negoziare e alcuni studenti possano comunque partire. Il movimento studentesco ha reagito a sua volta, tramite l'organizzazione degli studenti e precari, membro della federazione sindacale SUD. L'associazione chiede al Consiglio federale di garantire il diritto alla mobilità e le possibilità di scambio culturale per gli studenti e i ricercatori fino a quando verrà trovata una soluzione istituzionale. Se necessario, le autorità dovranno finanziare loro medesime le borse "Erasmus" e negoziare accordi bilaterali paese per paese.
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