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Svizzera
Svizzera-UE, i sindacati boicottano i negoziati
Svizzera-UE, i sindacati boicottano i negoziati
Svizzera-UE, i sindacati boicottano i negoziati
Redazione
8 anni fa
L'Unione sindacale svizzera ha deciso di non trattare con la Confederazione sulle misure di accompagnamento

L'Unione sindacale svizzera (USS) non intende trattare con la Confederazione sulle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Lo ha comunicato oggi la stessa organizzazione in una nota, specificando che le discussioni hanno come obiettivo l'indebolimento della protezione dei salari versati ai lavoratori residenti.

Le consultazioni presso cantoni e sindacati sono di competenza del consigliere federale Johann Schneider-Ammann, ministro dell'economia e con una lunga esperienza quale ex imprenditore in questo genere di esercizio.

In particolare, tali consultazioni sono state sollecitate dal Consiglio federale in vista della conclusione di un accordo istituzionale tra la Svizzera e l'Unione europea (UE). Non è un mistero per nessuno che Bruxelles vedrebbe di buon occhio un allentamento delle misure collaterali, specie della regola degli otto giorni per i lavoratori distaccati.

Tale prescrizione prevede che le aziende estere annuncino otto giorni prima l'invio di manodopera e versino una cauzione, ciò per dare tempo alle autorità di controllare salari e altre condizioni di lavoro onde evitare casi di dumping. L'USS teme che i negoziati possano sfociare in un indebolimento delle misure di accompagnamento e quindi nuocere alla manodopera locale.

Il Consiglio federale ha sempre affermato che le misure di protezione del mercato interno del lavoro non erano negoziabili (la "famosa linea rossa"). Tuttavia, secondo l'USS il mandato conferito a Schneider-Ammann è in contraddizione con le dichiarazioni del Governo.

Nella nota, l'USS sottolinea che utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per evitare lo smantellamento della protezione dei salari, facendo anche ricorso al referendum se necessario.

L'UE vorrebbe che Berna adottasse le regole comunitarie sui lavoratori distaccati. Bruxelles ha già imposto a Lussemburgo e Austria, membri dell'Ue, le proprie direttive su questo aspetto.

Per l'USS, le richieste dell'UE vanno ben oltre la regola degli otto giorni. I sindacati sono convinti che Schneider-Ammann voglia rimettere in forse anche la protezione dei salari garantita dai Contratti collettivi di lavoro. In Svizzera vanno versati salari svizzeri, si sottolinea nel comunicato.

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