
A meno di due settimane dall'incontro bilaterale voluto per discutere sulla vertenza fiscale che oppone Svizzera e Unione europea il consigliere federale Hans-Rudolf Merz si mostra conciliante. "Dovremo forse muoverci" dalla nostra attuale posizione, afferma il ministro delle finanze in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale romando "L'Hebdo". Merz ha fatto presente la sua idea, già espressa in passato, di risolvere la questione attraverso una nuova riforma dell'imposizione fiscale delle società. "Questo processo deve però rimanere autonomo", sostiene il politico appenzellese: la riforma deve essere una risposta all'esigenza di competitività a livello internazionale e non alle pressioni provenienti da Bruxelles ha aggiunto. L'UE contesta alcuni privilegi fiscali concessi alle imprese in certi cantoni, che a suo avviso violano i principi della concorrenza. Concretamente sotto accusa vi è il trattamento privilegiato riservato a società holding o miste estere. Merz ha fatto però elaborare un rapporto su pratiche analoghe in vigore anche nell'UE. Il Dipartimento federale delle finanze non esclude che esso venga presentato ancora prima dell'incontro fra le parti, previsto a Bruxelles il 12 novembre. Secondo Merz gli sconti fiscali che sono stati accettati come eccezioni dalla commissione UE hanno proporzioni notevoli, nell'ordine di "più di 70 miliardi di franchi all'anno". La Svizzera ha sempre parlato di "dialogo" e mai di trattative riguardo alle divergenze fiscali. Anche per quanto concerne l'incontro di Bruxelles, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha in mente un chiarimento, mentre il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha detto di attendersi risultati. ATS
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